Rassegna storica del Risorgimento

AREZZO ; GIORNALISMO
anno <1939>   pagina <804>
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804 Ugo Santa Maria
Ed ancora una volta mi sorge alla mente, spontaneo, il parallelo fra i casi di Toscana e quelli del Mezzogiorno avvenuti nello stesso anno; parallelo giustificato da tante analogie di ambienti ed eventi contemporanei, o di qualche poco anteriori.*)
Infatti i rapporti tra clero e popolo meridionali si limpidamente fissati dal Bodolico nella sua opera fondamentale 2) m'erano sempre apparsi talmente simili a quelli di Toscana, cbe, avuta fra le mani la Gazzetta e studiatala, questa m'è sembrata come la dimostrazione raggiunta da chi, propostosi d'interpretare col medesimo procedimento matematico due fenomeni fisici analoghi, vi riesce introducendo nel­l'unica formula valori numerici differenti. Debbo, perciò, alle poche copie del vecchio giornale un'altra prova di questo convincimento e l'idea di fare qualche ulteriore ricerca in posto.3)
Bisogna, anzi tutto, distinguere tra clero e clero.
Anche in Toscana, paese per eccellenza agrìcolo, ma tutt'aitro che florido in quell'epoca per varie cause fondamentali e contingenti, esisteva un basso clero di campagna, povero ed ignorante, ed un clero benestante e colto, per lo più, cittadino. Il primo, più numeroso, viveva col popolo e del popolo, e si confondeva con questo, spartendone interessi, aspirazioni e fanatismo religioso.
Il secondo, più scarso di numero ma più potente per autorità ed importanza sociale, viveva tra i galantuomini ed i nobili, dedito
i) Le non poche affinità naturali ed elettive tra i due paesi ed i due popoli, e, soprattutto, quella fra le due famiglie regnanti facevano ad un laudatore aulico di quello scorcio di secolo così affermare: E per certo chi è della napoletana gente che non confidi di in avvenir trovare ad un uopo grazia, e favore onesto appresso 1 Impero di Cesare, e presso il Rcgal Granducato di Toscana, trai quale Stato, e questo (se a tanti monumenti, che la Storia de' tempi arreca, si vuo* dar occhio) sembra per divino ordinamento esser avvenuto, che sempre amicizia, e fratellevol gara sia pas­sata; siccome natura volle, che rassomiglianza vi fosse di temperamento di cieli, ter­reni, prodotti, arti, ed ingegni eziandio (Delle lodi di Sua Maestà il Re di Napoli e di Sicilia nel suo felice ritorno da Vienna, di G. V. MEOLA, Napoli, nella Stamperìa PorsOiana, 1791).
?3 N. RODOMCO, Il popolo agli inizi del Risorgimento neW Italia Meridionale, Firenze, Le Mounier, 1928, p. 24 e segg.
*) Mi corre l'obbligo di rendere pubbliche grazie, per l'efficacissima sua collabo­razione, all'egregio cav. Cosimo Seiareili, d'antica famiglia toscana la stessa del vescovo giansenista di Colle, che citerò fra poco ed appassionato cultore di cose patrie; egli s'è persino recato nei luoghi ohe furono il teatro principale dell'insurre­zione, alla pazienta ricerca di fonti e tradizioni che potessero tornare in qualche modo otite al presente studio. MI fc stata poi di grandissima utilità, sia per una maggiore conoscenza dei problemi generali intorno al clero toscano dell'epoca, sia per una ricchissima serie di documenti e notizie varie sullo atesso argomento, l'opera pochissimo nota del canonico G. BUTANI, / Vescovi di Pistoia e Prato dall'anno 1732 al 1871 : Notizie biografiche, edizione in ISO esemplari, Pistoia, Tip. Ci no dei Fratelli Bracali, 1881.