Rassegna storica del Risorgimento
AREZZO ; GIORNALISMO
anno
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1939
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pagina
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806
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806 JJgo Santo Maria
E, infatti, anni prima il popolo aveva già dimostrato, attraverso le turbinose vicende della Chiesa toscana, la sua decisa intenzione di rimanere fermamente attaccato alla religione degli avi, ed aveva chia-ramente disapprovato, ricorrendo anche a movimenti di piazza, le innovazioni gianseniste di cui qualcuna davvero stravagante per quanto inutile che non comprendeva, ma sentiva ostili alle tradizioni.; Nella sua logica semplicità al popolo, che s'era già mostrato tutt'altro che indifferente alla politica anticuriale, i numerosi prelati e sacerdoti distintisi in quella, lotta, dovevano apparire nel 1799, come infatti gli apparvero nella loro amicizia con i giacobini, i traditori della monarchia ed i suoi.
L'anima religiosa della rivoluzione aretina fu, dunque, quella schietta del popolo, non quella artificiosa che avrebbero potuto produrre le predicazioni improvvisate dei preti di provincia. Costoro seguirono l'impulso delle masse alle quali, del resto, appartenevano, ma lo tennero vivo e teso. Tutte le esagerazioni, le morbosità e le degenerazioni del fanatismo religioso furono opera di popolo; se ne sente la struttura e la grana. La quasi corporea personalilà attribuita alla Madre di Dio ed ai Santi patroni, sino a classificarli al sommo delle gerarchie militari della insorgenza non avvenne, forse, qualcosa di simile tra i sanfedisti, dopo il 13 giugno 1799, per S. Antonio? fu l'irriverente creazione di ingenua e grossolana fantasia popolare, non certo dei preti.
Ed il sacerdote estensore del giornale non ne raccoglie una soltanto, unge anzi d'ignorarle, come finge d'ignorare, e quindi non raccoglie né rimprovera, qualsiasi crudeltà commessa in nome e per conto dell'insurrezione, sotto l'egida di cosi divine figure.
Dopo tutto ciò, desidero riprodurre integralmente qualche brano della Gazzetta perchè il lettore sia in grado di giudicare tali asserti con impressioni proprie e dirette..
Nel numero del 18 giugno si legge:
Dice bene il Proverbio: Che chi ben principia, è alla metà dell' Opra. La nostra intrepida Rivoluzione, che a non dubbi segni è opra del Cielo, non poteva avere un principio di migliore angurie. Al supremo principio ha finora corrisposto con buon esito. E potrà dubitarsi di un fine consolante? La deridano pure i Fogli democratici, e l'attacchino colle calunnie: le beffe-, ed il malanno non sazan per noi. Se una viva fiducia ed una soda Pietà non vanno giammai senza fede, cosa ci resta a temerei
Cosi e. Da tre e più anni la nostra tenera divozione u Maria SS. ci preparava un Antemurale ai vani sforzi di un Nemico avvezzo da due Lustri a non trovare ostacoli. Invano ha tentato di superarlo. Raggiri, Cabale, tradimenti, migliaia di agguerrite Truppe, dolose insinuazioni, replicate minaccio: Tutto indarno.
Non sì oramene frattanto cosa alcuna tendente a ben riuscire nell'intento. Continui sono li atti più edificanti di Religione. Continuo l'affollato Concorso ai replicati