Rassegna storica del Risorgimento
AREZZO ; GIORNALISMO
anno
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1939
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pagina
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809
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Digiius JDoi Qst ìuc. L'insorgenza aretina, ecc, 809
Sino allora il Granducato s'era distinto come lo Stato più pacifico, anzi, per amor di precisione, amilitare per eccellenza fra gli altri li tutta Italia. Disciolti da Leopoldo i presidi stanziali in tutte le città, si erano sostituite ad es6Ì delle milizie civiche volontarie, universalmente derise , sottolinea il Franchetti.*) La verità è che sino al 1799 il Governo toscano aveva ritenuto di poter difendere la integrità del proprio territorio con un'utopia: la Costituzione fondamentale perpetua , promulgata dal primo Lorena nel 1777, che è un completo atto di fede nella politica della neutralità. Sicché, osserva rUlloa, 2) si sarebbe potuto a ragione ripetere il famoso detto attribuito al Tanucci: Principoni, spade e cannoni; principini, ville e casini, più per Parma e Toscana che per Napoli, Stato, questo, allora ancora considerato e potente. Quell'utopia fu la peggiore eredità lasciata da Pietro Leopoldo al figlio Ferdinando ; costui ebbe a scontarla duramente nell'aprile del '99, una volta realizzatasi la profezia del Cacault che i Francesi avrebbero invasa ed occupata la Toscana sans tirer Vepée. 8)
La regione dove per la prima volta in Europa la milizia fu considerata istituzione nazionale, a distanza di circa tre secoli era, dunque, diventata la più imbelle d'Italia. *) L'altissima concezione del Machiavelli non aveva potuto avere sviluppo e neppure seguito, perchè non sorretta dal principato e non amata dal popolo, e gli ordinamenti militari, attraverso le milizie ducali e granducali, avevano subito tale
*) A. FRANCHETTI, Storia generale d'Italia, p. 16; F. LEMMI, Le origini del Risorgimento italiano (1789-1815), Milano, U. Hoepli, 1906, p. 23.
2) CALA UCLOA Duca di Lamia, Di Bernardo Tanucci e dei suoi tempi, Napoli, Stabilimento Tipografico Panami, 1875, p. 36.
B. PERONI, op. cit., in Appendice: Lettera al Ministero degli Esteri del 25 marzo 1794, p. 267.
*) Un piccolo Stato abbraccia la neutralità per evitare singolarmente i disastri della guerra. Questo principio, purtroppo soltanto teorico, della neutralità toscana ad oltranza nel conflitto fra la Francia e la Coalizione europea viene sintetizzato in una lettera del carteggio scambiato tra il principe Don Neri Corsini ed il conte Francesco Cadetti* durante la missione del Cadetti in Genova, presso i rappresentanti del Governo francese (1794). Parte del carteggio è stato pubblicato in- questa Rassegna da IL Noti (anno XXIli, fuse. Ili,marzo 1936-XIV) e rinvio perciò il lettore, per semplicità., al terzo capoverso della prima lettera (5 agosto 1794) del Corsini (p. 286).
Ai primi del 1799 1* Esercito toscano era formato da un reggimento di fanteria (2515 nomini), da uno squadrono di cavalleria (300 u.), da un battaglione di cacciatori civici (288 u.)> da due compagnie di artiglieri (120 u. cad.) e da una compagnia urbana di l'ortofcrraio, con un totale di 3000 uomini (cfr. N, CONTESE, Mèmori* di un Generate delle Repùbblica e dell'Impero, Bari, Laterza, 1927, voi. I, appendice IH, p. CLXXXX).