Rassegna storica del Risorgimento
AREZZO ; GIORNALISMO
anno
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1939
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pagina
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813
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Digitus Dei èst hie. L'insorgenza aretina, ecc. 813
potenti eserciti d'Europa, scacciandoli da paesi e città, cosi, senza attribuir ai propri atti la loro giusta importanza, qualche volta sostituendo all'inseguimento ed alla rappresaglia la buona arguzia toscana.*>
Eroi ignorati, ignoranti e forti, questi villici costretti alla guerra scoperta mostrarono uno spirito militare ed aggressivo che i Vandeani, nei casi in cui ebbero ad abbandonare la loro guerriglia difensiva e l'agguato nei boschi, non seppero forse mostrare.
Bisogna pur dire che in quei primordi che videro l'azione fenomeno, questo, squisitamente italiano precedere la teorica, ed il martirio l'apostolato, gli avvenimenti principali furono plasmati dalle masse popolari sotto la spinta potente delle virtù conservatrici della razza. Fra queste virtù, antica e primaria ignorata, misconosciuta e persino vilipesa per oltre un secolo di dottrinarismo ed utilitarismo politico va anzitutto annoverata l'attitudine del popolo alla milizia. Essa trapela, s'erge e s'impone in ogni istante all'osservatore delle nostre cose passate, né le teorie demagogiche sorte dalle necessità del nostro'riscatto, ma, più che tutto, dal costume politico del basso Ottocento, riuscirono a sopprimerla dal nostro patrimonio nazionale.
È malauguratamente avvenuto, però, che quei tempi e quei fatti si fossero stranamente allontanati e sfocati dalla mente e dal cuore dello stesso popolo nostro, che sinora li vedeva se li vedeva in scala ridotta, comunque non proporzionata alle loro vere dimensioni ed alla importanza degli avvenimenti.
Ma la saggezza del Duce vuole oggi altrimenti. Egli dà l'esempio,2) l'incitamento al dovere di riesumare le vicende nostre già ingiustamente classificate e svilite, o addirittura dimenticate dalle generazioni che ci precedettero, e di ricercare quel vero che, in ogni caso, torna a vantaggio della nobiltà della nostra razza.
Qua! valore pratico avrebbe, infatti come studio e come scienza la storia di un popolo, e quale funzione educativa, se essa
i) Saputosi i'rri l'ali.ru in Firenze l'attacco dei nostri al posto di Coretto, spedì l'inimico un rinforzo con nn Cannone, ma trovati tre barròcci dì feriti, tornò in Città tra le fischiate del Popolo. JDal numero del 14 luglio della Gazzetta, notizie dal Quartìcr di Laccate (4 luglio).
Ecco, dunque, un gustoso episodio he fa il paio con i gesti indecenti con cui i Luciani, nel dicembre del'92, accolsero in Napoli, al suo sbarco, il cittadino di Bélleville, gonfio latore a re Ferdinando dell'ultimatum dell'alimi. La Toucbe.
La eccessiva buona volontà del Bélleville trasformò, nel rapporto alla Convenzione, questi lazzi in manifestazioni. di simpatia e di invito.
2) Cfr, il suo mirabile artìcolo Arme od armati italiani prima del Risorgimento, nel Popolo d'Italia del 12 aprilo 1938, XVI.
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