Rassegna storica del Risorgimento

MODENA GUSTAVO
anno <1939>   pagina <823>
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Alcuni documenti inediti su Gustavo Modena 823
La supplica del Modena, che risiedeva nell'estate del 1841 a Fi­renze, è infatti diretta all'i, r. ambasciatore austriaco presso la Corte di Toscana, conte Rcvitzky, ed è del seguente tenore:
(Cancell. di St. Toscana, F. 46)
Firenze, 12 loglio 1841. Eccellenza,
Tre anni or sono già decorsi dall'epoca della imperiale generosa amnistia, ed i Governi di Napoli e di Piemonte si rifiatano tuttora di cancellare il mio nome da quelle note d esilio che furono conseguenza degli eventi di dieci anni addietro.
Questo rigore, che è cosa da nulla per chi non è chiamato dalla propria arte fuori del paese nativo, è un eccesso di pena per me che ho bisogno dell'intera Italia all'eser­cizio della mia professione. Ormai l'età, la famiglia, l'esperienza, e la mia condotta dacché rientrai in Italia, stanno garanti del mio totale allontanamento dalle cose e idee politiche.
lo da me solo, Eccellenza, sono debole cosa; non ho voce per rivolgermi ai governi ed esserne ascoltato. Non ascriva dunque l'Eccellenza Vostra a indiscrezione se io torno a Lei per supplicarla di mettere in opera a favor mio tutte quelle pratiche che stimerà opportune presso i governi di Napoli e del Piemonte; aftinché io sia ammesso ad esercitare in quei regni l'arte mia. Questa è per me una questione d'esistenza; quindi ho ferma fiducia che la bontà di Vostra Eccellenza vorrà prenderla a cuore.
della Vostra Eccellenza
1 umile ossequiosissimo Servitore
Gustavo Modena
artista veneziano.
L'ambasciatore spediva una settimana dopo detta supplica al Mettermeli, unendovi il seguente rapporto:
BAFPOKXO XXXVI
(dal tedesco)
Firenze, il 20 luglio 1841. Bennato Serenissimo Principe,
Fra il numero degli fa; sudditi austriaci che vennero banditi dallo stato per aver preso parte ai moti del '31 e poi in seguito alla larga amnistia del '38, ancora riammessi* si trova il veneto Gustavo Modena, che viene considerato come il primo attore tragico d'Italia,
La sua professione porta con se, secondo gli usi qui vigenti e dove di solito non esistono compagnie comiche stabili ma si trasferiscono invece da una città all'altra, di dover egli recarsi ora in uno ora in altro stato d'Italia. Eccezion fatta del Lombardo Veneto, due Bono finora gli stati che gli concedono l'ingresso, Toscana e Lucca: i con­fini di Roma, Napoli, e Sardegna gli sono tuttora chiusi. Per guanto concerne lo stato della Chiesa, ben si comprende la grande riluttanza alla sua ammissione, giacché quello stato fu appunto il campo dei suoi passati traviamenti. I ducati di Modena e di Parma, offrono a lui prospettive tali da potervi rinunciare senza suo pregiudizio, la sua esclu­sione dal Piemonte e da Napoli invece e di danno a lui e alla sua famiglia. Parecchi tentativi da lui direttamente e indirettamente fatti onde accentare l'invito fattogli in alcune città dì questi regni, rimasero senza risultato, sicché egli si trova nella penosa