Rassegna storica del Risorgimento

MODENA GUSTAVO
anno <1939>   pagina <826>
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Pietro Padroni
avvenimenti non avessero permesso di portarlo a Roma, Una volta all'opera l'antico cospiratore tempestò di lettere e di circolari gli amici d'Italia per avere statuti, regolamenti, per trovare affiliati e succur­sali. Suo costante obbiettivo era l'unità della Patria nella stessa guisa che Roma, liberata dai papi, ne era il più sacro e carezzato ideale.
La tattica del Comitato fiorentino che insisteva con Roma per una costituzione ilaliana immediata, non era condivisa dal Mazzini giac­ché egli riteneva impossibile ima Costituente, se prima non esistesse un vero e proprio governo repubblicano in un punto d'Italia e un nucleo precursore della Costituente vicino a quel governo.
Dalla lettera che qui sotto si pubblica è palese questa divergenza più che di principi, di tattica: proprio in quei giorni il Mazzini, già in viaggio per l'Italia, scriveva al Pistrucci (4 gennaio) a Firenze fra il resto : ...digli [al Modena] che colle loro agitazioni, se Carlo Alberto avesse ingegno che fortunatamente non ha, farebbero la rovina d'Italia; che del resto lavorino alla Costituente Romana a spaventare il Papa si che non torni a far si ch'esca dalla Costituzione romana inevitabile la dichiarazione della Repubblica e siamo a cavallo.... "
Ignoriamo perchè la lettera che segue intercettata dalla Polizia
austriaca, e finita nell'Archivio di Stato di Vienna diretta a Carlo
Battagliai, direttore del Repubblicano e in relazione con Mazzini fin
da quando era studente, cominci caro Scipio, evidentemente il
noto emissario mazziniano Scipione Pistrucci, una delle più nobili
figure di artista e patriota che annoveri la storia del Risorgimento.
Forse il Modena, sapendo che il Pistrucci doveva partire proprio
in quei giorni da Lugano per Firenze (vi giunse infatti durante
l'ultima decade di dicembre) nella tema che una lettera indirizzata
direttamente a lui non potesse giungere a destinazione, avrà pensato
onde potesse venir letta anche dagli altri esuli presenti a Lugano
di inviarla al direttore del Repubblicano.
Ecco la lèttera:
Firenze, 18.12 (1848).
Caro Scipio, Pippo non dice mai nelle sui: lettere ho ricevuto la tua del giorno tale sicché io non so quali mio lettere abbia ricevuto, quali no: non so quale è il più sicuro indirizzo. Dirigo questa al Battagliai per maggiore sicurezza. Non ricordo se abbia scritto nell'inclusa che esiste una nota di Pulmersion al Ministro d'Inghilterra in Firenze, nella quale, dopo aver detto che anche Egli avrebbe veduto con piacere l'indipendenza d'Italia, concludi? che non avendo saputo gB italiani conquistarsela.
') Edizione nazionale degli scritti di G. Mazzini, voi. XXXVII. (Epistolario, voi. XX) lettera. MMDLX da Ginevra p. 239.