Rassegna storica del Risorgimento
MODENA GUSTAVO
anno
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1939
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pagina
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827
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Alcuni documenti inediti su Gustavo Modena 827
bisogna per la pace d'Europa che l'Italia resti, com'è. Ecco il frutto d'aver fatta una rivoluzione che non è rivoluzione, e di non aver posto in principio; l'Unità d'Italia.
Ditesi che il papa sia a Civitavecchia scortato da quattro fregate inglesi, francesi e spagnuole. E Roma non conchiude nulla. Addio.
P.S. Un salato all'amico Battagline
ore 3. Giungono notizie da Soma, che il partito moderato ammutina il popolo perche gridi che vuole il papa. Da Bologna che il generale La Tour e gli svizzeri pronunciano che non riconoscono che il papa ora anche Montanelli conviene... maledetta la dottrina ! E se è troppo tardi ?
In quei giorni l'iniziativa del movimento doveva essere trasportata a Roma, perchè gli spiriti si abituassero a ricevere impulso dal centro.
Mazzini, come quasi tutti i suoi compagni, cacciato dalla Svizzera, era in viaggio, come abbiamo detto, per l'Italia. Infatti col decreto del 5 gennaio 1849 del Consiglio Federale, ai due commissari mandati, fino dal settembre a Lugano, si prendevano misure molto severe verso gli esuli, onde evitare che nuovi emigrati italiani dimorassero soprattutto nel Canton Ticino.
Contro tali persecuzioni la Costituente Italiana aveva già protestato il 21 gennaio e lo stesso Mazzini appoggiava coll'autorità della sua parola per quanto non ne ritenesse facile l'attuazione una circolare del 14 gennaio, firmata dal Pezzotti e da altri esuli in nome dell'Associazione Nazionale Italiana a tutti i Circoli e Comitati d'Italia, che tendeva a generalizzare un movimento italiano contro la Svizzera; sia protestando contro i consoli, sia organizzando, come a Milano per il fumare, una lega per non comprare cosa alcuna nelle botteghe tenute da svizzeri. Purtroppo questa azione di rappresaglia, come prevedeva Mazzini, ebbe esito scarso.
La lettera che qui si pubblica pure intercettata dalla Polizia austriaca scritta dal Modena da Firenze al fervente mazziniano, il conte ferrarese Grillenzoni il solo sicuro e fidato membro del Comitato fiorentino, giacché l'altr il Niccolini, valeva poco ed era per di più infido accenna a questo tentativo di boicottaggio, che non doveva r-ieseire.
Questa missiva è scritta alla vigilia della Costituente Romana, che appunto il 9 febbraio decretava l'abolizione del potere temporale e stabiliva che Io Stato romano fosse retto a pura democrazia col nome glorioso di Repubblica romana.
Firenze, li 2 febbraio 1849.
Io sono stato malato 11 giorni. Nel Comitato siamo ridotti in dne; gli altri sono a Roma dove si trasferisce il Comitato centrale, stanteebà l'Assemblea vi si aduna posdomani. Io rimango a Firenze nel Comitato figliale. Qualche cosa secondo il vostro