Rassegna storica del Risorgimento
MODENA GUSTAVO
anno
<
1939
>
pagina
<
828
>
828
Pietro Padroni
desiderio ai è fatto. Gli Svizzeri dimoranti in Toscana hanno inviato un indirizzo agli Svizzeri armati in Bologna, esortandoli a stare col popolo e non servire al papa: più. stantio concretando una protosta contro le misure liberticide del Direttorio federale. I giornali riporteranno questi atti. Non si è creduto conveniente di eccitare il popolo italiano a far dimostrazioni ostili contro i consoli svizzeri, prima perchè la cosa poteva èssere presa di picca e fruttare irritazione anzicebè vantaggio, perchè il popolo occupato adesso delle elezioni, non si sarebbe prestato a cosa pur troppo che non sente, poiché non lo ferisce direttamente. Si è cominciato a dire però che non si comprerà più nessuna merce svizzera, che si diserteranno le locande, caffè, pasticcerie tenute da Svizzeri e questa minaccia produrrà l'effetto che tutti gli Svizzeri stabiliti in Italia reclameranno energicamente contro il Direttorio Federale, contro il reclutamento per il Re di Napoli. Pippo è tuttora a Marsiglia: lo si aspetta di giorno in giorno a Livorno per nominarlo deputato a Roma.1) Il Granduca è a Siena, qualcuno crede che non tornerà a Firenze. Se la sua assenza è il segnale della venuta degli austriaci, meglio per noi: a meno che i Lombardi non perdano l'occasione dell'assenza dei Tedeschi, e non se ne rimangano anche questa volta colle mani alla cintola, guardando al Piemonte che non è italiano, e non farà mai nulla per l'Italia, che tradimenti.
Tenete per fermo che è meglio che non vi sieno in Roma deputati piemontesi, essi guasterebbero tutto. Da quel nucleo di Assemblea romana deve uscire una Dittatura che demolisca i troni e le aristocrazie, e cacci i più ardenti Italiani a far insorgere hi Lombardia, altrimenti non avremo ne guerra ne Italia.
Addio di cuore
Gustavo Modena.
Come è noto, prevalendo la reazione del Granduca, il Modena doveva recarsi a Roma staggendo così alla condanna di venti anni di ferri che gravava su di lui.
PIETRO PEDKOTTÌ
!) Egli partiva da Marsiglia il 6 febbraio, 1*8 era a Livorno, il 10 a Firenze, al suo arrivo parlò fra gli altri oratori inneggiando a lui, Gustavo Modena.