Rassegna storica del Risorgimento
BIANCHI NICOMEDE ; MAZZINI GIUSEPPE ; MONARCHICI ; GRILENZONI G
anno
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1939
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Carmine Jannaco
Ma poi finisce per mostrare chiaramente la sua avversione alla missione: si vuol già divenire col fatto piemontesi senza sapere se ivi le leggi siano buone o cattive od anche peggiori delle nostre. In verità che ne faremmo delle belle se dovessimo correre dietro ciecamente a sì spensierate proposte . Nega che l'assemblea da costituire composta dei rappresentanti di tutte le provincie che si vorranno aggregare al Regno Subalpino rappresenti il voto del popolo: si viene invece a tradire così il sacro, l'inviolabile principio della Sovranità Popolare , e accusa quei signori di oligarchia.
E improvvido aggiunge il decidere prima che a Lombardia abbia da sé medesima deciso. Troppo sono le nostre condizioni economiche collegate alla Lombardia perchè si debba agire con somma cautela in tale bisogno.
Perchè si vuole questa decisione affrettata ? Per paura del Tedesco ? O più tòsto
per taluno che crede coll'affannarsi di rendersi già benemerito al subentrante Governo ? Oh allora si dovrebbe dubitare che questi, più del caldo amor patrio, possa sentire l'ardore di un impiego, di una decorazione o altro e questo sarebbe imperdonabile.
Qui era chiara l'allusione al Bianchi, il più caldo sostenitore della idea monarchica. *) L'incontro di Soletta col Mazzini e le assidue relazioni che ne seguirono avevano influenzato profondamente il pensiero del Grilenzoni: chiama oligarchi i monarchici che volevano l'annessione e se, per salvare le apparenze, non si oppone in tutto, è ugualmente chiaro che egli propone, in sostanza, una monarchia di popolo più che una vera monarchia di Casa Savoia. H Bianchi, toccato anche dall'insinuazione sul suo conto risponde Io stesso giorno con una lettera 2) che poi ai primi di maggio pubblicherà:
Quando voi, o signore, ritornaste al desiderato soggiorno nel vostro paese natio, io con giovanile confidenza mi raccostai per amore sincero alla vostra persona...
i) Il manifesto continua a méttere in guardia il popolo: Noi saremmo certi di essere riconosciuti qualora la sovranità del popolo fosse stata apertamente violata? I nostri oppressori avrebbero il pretesto che la loro cacciata non fosse stata voluta dal popolo .
Lia formula da sottoscrivere, conclude il Grilenzoni, è la seguente: I sottoscritti dichiarano di volersi unire al Regno costituzionale di Piemonte: Quando il Tedesco sarà ricacciato pienamente fuori d'Italia - Quando la Lombardia, almeno, faccia uno stato solo col Piemonte - Quando sia assicurata una costituzione liberale al nuovo stato o con una legge elettorale tale che la Camera debba necessariamente essere l'espressione reale del voto della Nozione Quando sin promesso che al popolo sarà serbato il diritto di nominare una rappresentanza che debba pronunciare su questo voto de' soscrittori . Ed io a questa formula prometto di sottoscrivere volonterosamente il primo.
s) Riportato dal supplemento al n. 32 de La Rivoluzione, Organo della sinistra reggiana.