Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; MAZZINI GIUSEPPE ; MONARCHICI ; GRILENZONI G
anno <1939>   pagina <834>
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Carmine Jannaeo
dalle inevitabili disuguaglianze di civile condizione, ed a venire strascinati ed ingan­nati da lusinghieri inviti a forma popolana di Governo. Costretti essi a guadagnare con istento quotidianamente il sostentamento della vita, forzati a lottare ogni ora colla dura povertà, non hanno tempo, non hanno istruzione, non hanno educazione di mente sufficiente a ben conoscere e giudicare ove sia riposto il verace e non illusorio bene della loro patria, che essi il più sovente rinserrano nel breve circolo di terreno ove nacquero e dove pianamente riposano i loro Padri.
Parole queste profondamente meditate. lJ L'attività del Bianchi s'era fatta notare. L'inviato del Governo piemontese il cav. Luigi Federigo Menabrea, accreditato presso i Governi di Modena, Reggio, Parma e Piacenza, si serve del giovane e appassionato monarchico, per portare a termine la sua missione:
Tocca a voi, carissimo Nicomede che foste il primo a proclamare negli Stati Estens la necessità dell'unione, tocca a voi dico di far sì che venga compiuta l'opera.2)
I fatti sono noti: in seguito al plebiscito il 21 giugno Carlo Alberto accettava l'annessione promulgando la legge per la quale gli Stati ex Estensi entravano a far parte dello Stato Sabaudo. Il Grilenzoni già dal 12 di maggio, con un manifesto 3) ai carissimi concittadini reggiani aveva rinunciato al grado di colonnello comandante la Guardia Civica per meglio esser libero di far valere le proprie idee e
i) Rapporto del Doti. N. Bianchi per la commissione incaricata di raccogliere le sottoscrizioni per l'annessione della città e provincia di Reggio al Piemonte. Archivio Bianchi, scatola 5*, inserto V.
2) Interessanti queste lettere del Menabrea (scatola 5*, inserto V); esse mettono in Ince le direttive della politica piemontese nei confronti degli ex Ducati da annettere alla monarchia. Il Menabrea chiedendo al Bianchi che siano mandati i rappresentanti dei Governi di Modena e Beggio a Torino scrive, il 4 ghigno: Non dovete scordarvi che agli occhi delle potenze, conviene agire unitamente, onde tutelare il gran principio dell'unione, quantunque ne possa risultare qualche leggero inconveniente per ciascuna) provincia in particolare... Il Governo provvisorio ha già spedito a Torino l'atto auten­tico che proclama l'unione degli stati ex Estensi a quello di S. M. Entro la sei limami è probabile che si farà a Modena il rogito come quello di Beggio, ma questa funzione non importa; si può fin d'ora trattare a Torino la questione dell'unione . (Il rogito cui accenna la lettera era stato sottoscritto solennemente in Beggio, nel maggior tempia cittadino, il 30 maggio, a conclusione delle sottoscrizioni che avevano deciso l'annessione). Preoccupazione del Governo piemontese era di giungere all'annessione effettiva, prima che le divergenze tra le città degli ex Ducati facessero sorgere nuove difficoltà. Scriveva infatti il Menabrea 1*1 J giugno: Bispondo cine parole relativa­mente al progetto di mandare a Torino una deputazione di questi Stati ex Estensi. Stante le difficoltà di stabilire una perfetta armonia fra i rappresentanti di Beggio e di Modena, sarà forse meglio, per ora, di differire l'invìo dì questi deputati. Intanto il Minuterò di Torino i provvisto de* documenti occorrenti per potere presentare la legge d'unione.... Sul Menabrea vedi l'ampia notizia di E. Michel nel Dizionario del Risorgimento.
3) Archivio di Stato di Beggio Emilia, Carte ecc.