Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; MAZZINI GIUSEPPE ; MONARCHICI ; GRILENZONI G
anno <1939>   pagina <839>
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Nicomede Bianchi e la questione Grilenzoni, ecc. 839
del tempo. Dietro Grilenzoni molti vedevano, o volevano vedere, Maz­zini stesso, e appariva chiaro che il grande repubblicano aveva sempre voce in capitolo e possibilità di sostenersi nello stesso Parlamento. Questa la vera ragione dell* importanza che si volle dare alla que­stione. Qualche giornale, come VOpinione *1 riportò addirittura delle voci secondo le quali il Ministero battuto nella questione dell'ele­zione di Castenovo ne* Monti avesse pensato a dare le sue dimissioni. Mazzini fu naturalmente contento per il successo del suo Grilenzoni. Volle vedere in esso un indizio di quel ridestarsi del popolo italiano alla coscienza del proprio dovere e della propria forza che tanto a lungo aveva invocato. Ma si compiacque della fedeltà dell'amico che non aveva accettata l'elezione.2)
Gli avversari non si diedero vinti. Fu ancora Nicomede Bianchi ad assumere l'iniziativa di un attacco che questa volta però ignorava tutte le regole della lealtà. Egli stesso era allora segretario generale al Ministero della Pubblica Istruzione chiese al Prefetto di Reggio di ottenergli, autenticate, copie di due abbiette suppliche che il Grilenzoni diresse dal suo esilio, nel 1858, al duca Francesco V, con­servate nell'Archivio di Modena. La prima supplica è del 20 febbraio, da Milano: il Grilenzoni chiede al Duca di rimpatriare per poter pas­sare tranquillamente gli ultimi giorni della sua travagliata esistenza nel paese in cui ebbe i natali. A oltre sessanta anni d'età e dopo tren­tasette anni d'esilio egli spera che la clemenza del Duca gli conceda il ritorno in patria. Francesco V oppose rifiuto a questa sua supplica 3) adducendo che egli non aveva fatto, come tanti altri esuli, che furono poi amnistiati, atto regolare di sottomissione dopo le restaurazioni
1) Vedi L'Italia Centrale, 1 dicembre 1865.
2) Ecco la lettera eoa la quale ringraziava il Casali per la sua opera elettorale: a Fratello voi-avetc con quello zelo che viene da convincimento profondo combattuto a prò dell'ottimo antico amico mio Grilenzoni. Io sento il bisogno di ringraziarvi. Io sapeva che la fede di Grilenzoni, fede tanto logica quanto sincera, non gli avrebbe concesso di accettar l'elezione. Ei sa, come io so, che esaurita in quattro anni ogni possibile prova- = non si compio l'unità nazionale, ne si fonda liberto vera e dure­vole nel Parlamento, ma fuori, col ridestarsi del popolo italiano alla coscienza del proprio dovere e détta propria forza. Ma l'eiezione dell'amico è protesta virile che onora gli elettori di Castrinovo de' Monti, è omaggio reso alla virtù e al passato di Grilenzoni; e indizio appunto di quel ridestarsi ch'io invoco. E per la parte presa in quella elezione per l'affetto patrio che vi distingue* per In coscienza di moralità che v'ispira voi meritate affetto dai buon! e da me. Abbiatevi una cordiale stretta di mono dal fratello vostro: Giuseppe Mazzini. 7 dicembre 1865 (La Rivoluzione* 16 dicembre 1865).
3) Le decisioni ducali sono in calce alle suppliche stesse (Archivio Governativo di Modena, Sezione Deposito).