Rassegna storica del Risorgimento

BIANCHI NICOMEDE ; MAZZINI GIUSEPPE ; MONARCHICI ; GRILENZONI G
anno <1939>   pagina <842>
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Carmine Jannaco
L'amico era evidentemente implicato anche lui nella faccenda, ma ha tutta l'aria di dire al Bianchi: tu m'hai messo in questo guaio e tu mi devi salvare. E il Bianchi, data la sua posizione al Ministero cominciò davvero a pensare d'aver commesso un'imprudenza grossa. Dal Ministero degli .Interni si faceva mandare la relazione segreta di Polizia. *> La nota diceva:
Grilenzoni scrive ai suoi amici politici esonerando del tutto il Governo, la polizia* la prefettura per l'indiscretezza nella pubblicazione fatta di documenti che lo riguar­dano, ma solo accagionandone N. B. suo personale nemico che ottenuto in altri tempi di rovistare gli Archivi tenuti da cessati Governi per fare la storia* abusò di quel pre-vilegio per uccidere politicamente un suo avversario fin dal 1848. II B. quindi corre rischio di essere ben ben bastonato. Non farebbe male che per qualche tempo si guardasse, massime la sera.
Ma bastonate il Bianchi non risulta che ne prendesse ! Il ritorno, che doveva esser l'ultimo, del vecchio conte stanco ed avversato, al suo esilio di Lugano fece a poco a poco acquetare ogni contrasto. Tornato nella patria finalmente libera per passarvi i suoi ultimi anni, il vecchio mazziniano era stato trascinato ancora una volta nelle lotte, per lui settantenne ormai troppo aspre, della vita politica; ma aveva voluto tener fede al suo maestro fino all'ultimo.2) Aveva lavorato quarant'anni per l'Italia con sincerità e disinteresse, e forse un po' di generosità da parte dei suoi avversari avrebbe potuto lasciargli la soddisfazione di morire nella sua terra.
Da Lugano scrisse:
...Credete, miei cari amici, ch'io perdono di tutto cuore a coloro che vollero ed intesero recarmi gratuite e crude offese coll'attaccare la mia riputazione politicamente, ed in ispecial modo perdono a certi miei censori, vantatori pùbblici e privati di sé stessi, ai quali auguro se pur se ne sentono degni tanta pace è sicurezza di coscienza quanta io ne posseggo e godo tranquillamente...
E concludeva con serena fiducia:
No; H giorno non tarderà nel quale il Popolo Italiano si svincolerà dalla letale 0 ppressione dello straniero, e stanco delle rivoltanti prepotenze di chi si dice nostro
0 Nell'Archivio resta la copia che ne trasse egli stesso, avendogli chiesto, .ehi glie l'aveva inviato, la pronta restituzione dell'originale (scatola 2'1, inserto I).
2) Da Lugano scrisse al Cosali il 12 gennaio del 1866: Se io avessi creduto che si volessero stampare quei tali documenti, io stesso ne avrei pubblicamente parlato, e avrei detto: non una, non due, ma SO o 100 suppliche che io avessi fatto vi sfiderei sempre a sfrondarle dal frasario di prammatica, e poi scrutarle con gli occhi anche più parziali, ma onesti, e poi dire se una sola frase io abbia mai scritto al mondo, né di pentimento della mia condotta politica, né di rìnnegnzione ai miei noti principi! (Archivio di Stato di Reggio Emilia, Carte ecc.).