Rassegna storica del Risorgimento

IMOLA ; MUSEI
anno <1939>   pagina <846>
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Marina Mara ni
E, coll'cncicliea del Perdono prima e colla Costituzione dopo, iJ pronto aprirsi di una sottoscrizione per offrire alla patria due cannoni: il Costituzionale e il Santcrno, il formarsi del Battaglione della Speranza al piale i giovanetti accorrevano numerosi ad iscrìversi, si rievocano gli anni degli aperti entusiasmi, delle speranze e delle illusioni.
Entusiasmo che culminò nella proclamazione della Repubblica Romana, alla cui difesa presero parte molti valorosi nostri concittadini, sotto il comando di Giuseppe Garibaldi, e dove trovò la morte, coprendosi di gloria e guadagnandosi le spalline di maggiore, Alessandro Meloni.
I ricordi del quale figurano nella vetrina del entro della stanza, accanto a quelli di un altro valoroso iute-lese, il dott. Rinaldo Andreini, medico valentissimo, fervente mazziniano, combattente alle Balze, membro della Costituente e deputato della Repubblica del 1849.
Preziosi, fra i tanti cimeli qui esposti, due fazzoletti di seta, l'uno con l'effige di Pio IX al centro e, attorno, stampata a raggiera, l'enciclica del perdono, e con le insegne papali agli angoli; l'altro, allusivo alla supposta congiura dei Sanfedisti contro lo stesso Papa, nell'anniversario dell'enciclica famosa (1847); lampioncini di carta che servirono per dimostrazioni patriottiche e che portano la scritta Viva Pio Nono, Viva la Costituzione , ecc.
Due vetrinette, ai lati della finestra, contengono, l'una i docnmenti di Costante Ferrari, soldato prima di Napoleone, poi colonnello della Guardia cittadina nel 1881; capo del Battaglione dei volontari romagnoli a Rimini e col gen. Durando nel 1848 a Vicenza; e, l'altra, quelli di Francesco Pasotti, reduce anch'esso dalle armate napoleo­niche in Italia e fuori, con tutte le onorificenze originali, comandante del Battaglione lombardo degli studenti nel 1848, poi colonnello dell'esercito regolare.
In queste vetrine, sono esposti autografi preziosi di Maroncelli, di Luigi Napo­leone (Napoleone UE), della regina Ortensia, di Teodoro Lechi, Mazzini, Lamarmora, Guglielmo Pepe, ecc.
E in alto, altri busti e ritratti delle più eminenti figure della politica e delle armi.
Entriamo nella terza sala dove ci troviamo subito nel pieno fervore della riscossa, per avviarci definitivamente, con un incalzare di eventi che non danno più tregua, alla unità e alla indipendenza, alla quale parteciparono, e colla mente eeotbraccio, i migliori uomini del nostro paese.
Sotto un grande ritratto ad olio del maggiore Odoardo Pirazzoli, troviamo, in una bacheca, ricordi personali da semplice soldato, nei 1832, nella spedizione di Cesena, a maggiore dell'esercito nazionale nel 1861; quasi di fronte, altro bel ritratto ad olio, del gen. Giuseppe Mirri, opera del pittore vivente imolese Amleto Montevecchi; e poi quello del sen. Scarabclli e, in alto, il busto del dott. Luigi Lolli; nella vetrina centrale, troviamo subito i documenti che ci riportano al sorgere, fra noi, della Società Nazionale che, per opera dello Scarabelli surricordato, del conte Anton Domenico Gamberini e del tipografo Paolo Galeati, riunì ed affratellò i migliori e più entusiasti patriotti imolcsi: ecco il Credo politico della Società nazionale, il ritratto di Giacomo Tassinari, titolare della farmacia dell'ospedale, ove si radunavano i membri della Bocietà stessa; e poi schede di sottoscrizióne a beneficio delle famiglie dèi patriotti che accorrevano ad inscriversi nei corpi volontari, che si organizzavano in Piemonte, e programmi di feste promosse a favore della Sicilia; nelle vetrine di sinistra, manifesti, proclami, volantini che accelerano li passo verso il plebiscito, col quale Imola si unì, finalmente, nel 1859, al regno di Vittorio Emanuele II.