Rassegna storica del Risorgimento
IMOLA ; MUSEI
anno
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1939
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pagina
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847
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Il Museo del Risorgimento a Imola 847
In Ita, nelle vetrine, sono le uniformi di alcuni ufficiali che militarono nell'esercito regolate, dal maggiore Domenico Cornazzani al luogotenente dei bersaglieri Cosimo. Signnni, ai conti Cesare e Giuseppe della Volpe, intercalate da disegni originali dell' imolese Quinto Cenni, che ricordano episodi delle guerre dell* indipendenza.
Dal lato opposto, troviamo ancora le sciabole che appartennero al dott. Francesco Magrini, le decorazioni e le armi del dott. Alessandro Audreini, le spalline e le medaglie del tenente colonnello Giambattista Diversi e quelle dell'ing. G. Battista Anderlini, i ricordi di Antonio Cornacchia, del maestro Giuseppe Rizzola, del cav. Giovanni Soglia, di Davide Baldinotti e di tanti altri.
Sopra, quasi a illuminare e a dare vita a tanti cimeli, un gruppo di fiammanti camicie, affiancate dalla bandiera dell'annessione e da quella dcl Gruppo garibaldini d'Imola.
In un quadro, a un lato della finestra a ricordo e ad incitamento l'elenco di quei gloriosi imolesi che accorsero volontari a difesa della patria, dal 1848 al 1860.
Nella quarta saletta troviamo alcune stampe ed illustrazioni che ricordano la morte di Enrico Cairòli, la battaglia di Mentana e poi l'ossario ai caduti di Solferino e l'altro a quelli di Custoza; un vecchio gonfalone del Comune accanto alle bandiere e stendardi delle disciolte Associazioni patriottiche che servirono, in ogni tempo, a tener vive le più accese tradizioni italiane e liberali. Nella vetrina del centro, ritratti di reduci imolesi, medaglie commemorative e, in alto, sopra una mensola, il busto del Re Galantuomo, attorniato dai ritratti di Garibaldi, Cavour e Mazzini.
L'ultima sala, infine, con un breve accenno ai non meno gloriosi primi tentativi di espansione e colonizzazione italiana, all'irredentismo eroico di Guglielmo Oberdan, alla partecipazione di alcuni nostri concittadini alla spedizione garibaldina in Grecia, è dedicata e intende iniziare un Museo civico della Grande Guerra, e avvenimenti successivi, continuazione e compimento del Museo del Risorgimento propriamente detto.
In un armadio a parte, è conservato lo schedario con le notizie personali di tutti i combattenti d'Imola e circondario.
Nelle vetrine è raccolto un primo nucleo di documenti (che si confida vedere presto arricchito ed accresciuto): manifesti e stampe d'occasione, fotografie, avanzi di bombe, di esplosivi e di maschere contro i gas asfissianti, oggetti diversi, cartoline, caricatore riferentisi ad avvenimenti o ad episodi dì quegli anni, così densi di storia.
In fine, a concludere e a consacrare, nel tempo, le schiette virtù dei nostri soldati, troviamo la riproduzione del monumento che Imola ha innalzato alla memoria dei suoi figli Caduti con, a sinistra, il ritratto di Stefani no dirti, la medaglia d'oro imolese, che compendia tutti gli eroismi dei suoi concittadini, e, a destra, l'immagine del nostro Rea vittorioso, che affidò alla storia il suo nome, con la Vittoria di Vittorio Veneto, con la conquista dell'Impero e, ultimamente, con l'associare l'Albania ai grandi destini dell'Italia.
Nella parte inferiore delle vetrine, ha trovato posto l'Archivio del Museo, costituito da tante buste o cartoni, ove sono raccolti fascicoli, carte, registri delle diverse milizie, che si succedettero nei vari periodi; corrispondenze e documenti personali; cosi per ogni patriota è stata predisposta una speciale cartella, con i dati anagrafici .sìa indicazione dei fatti d'arme, cui prese parte, la elencazione e descrizione dei documenti contenuti, la provenienza dei medesimi; e per raccogliervi, così, quanta maggior copia di elementi storici e biografici aia possibile.