Rassegna storica del Risorgimento

ROMA ; COLTELLETTI LUIGI ; MUSEI
anno <1939>   pagina <850>
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850 Emilia Morelli
(19 ottobre) che parla della Società Nazionale. Filippo De Boni, Giovali Battista Nic­coli ni, che chiede un manoscritto autobiografico, e, più personali. Maria Della Torre, Stuarda Berignardi, Àrmand Levy, Carme-lita Manara.
Alle operazioni militari dei Cacciatori delle Alpi, si riconnettouo invece cinque lettere di Gaetano Sacchi ed una, molto interessante, di Clemente Corte, da Milano, il 24 giugno, che tratta, con profonda sincerità, di alcuni casi di indisciplina verificatisi fra i volontari.
Le carte ufficiali, i telegrammi, gli ordini di servizio, le ricevute dell'intendenza, abbracciano non solo le operazioni in Lombardia prima di Villafranca, ma continuano per quel periodo tuttora oscuro nel quale Garibaldi u comandante in seconda delle Truppe dell'Esercito della Lega dell'Italia Centrale. Per questo sono importantissime le" diciassette lettere autografe di Manfredo Fanti, dal settembre al novembre. Pur attra­verso uno stile volutamente cortese, si nota l'acuirsi del dissidio, che doveva portare alle dimissioni di Garibaldi, dissidio che ci pare basato unicamente sull'eccessiva indi­pendenza di movimenti che questi si concesse, trascurando le istruzioni ricevute dal' Fanti, e facendosi guidare dallo stato d'animo delle popolazioni. E che le dimissioni fossero dovute ai rapporti col Fanti, è chiaro dall'inizio del proclama Agli Italiani, nella sua prima redazione, che cosi si legge nell'autografo :
Gl'irregolari procedimenti ed indecorosi tenuti con me dal capo delle truppe dell'Italia centrale mi allontanano per ora dal militare servizio, mentre poi fa corretto per renderlo impersonale.
In ultimo va citata una interessante risposta data da Garibaldi- all'inglese Isaac Crother, sempre del 1859, che gli chiedeva di precisare la sua opinione sul futuro del­l'Europa, sulla democrazia e sul Mazzini. E forse un po' strano che ad uno straniero, Garibaldi cosi definisca la posizione dell'Apostolo dell'Unità:
Mazzini a été longtems le representant des Idées liberales en Italie, et cornine tei, tont nomine qui a ima il so n pays le considerai son chef. Si Mazzini eut eu du courage pour affronter le danger à la tete des siens - et catte abnegation qui met la noble cause de son propre pays opprime au-dessus de tonte consideration personnelle Mazzini scrait un grand liomme mais Mazzini manquant des deux qualités sus-: dites est tombe dans le mépris des hommes de coenr et n'a commis que des l'autes. Mazzini par son entetement, e par un amour propre au-dessus de tpu te croyance a réndu la democratie impossible dans notrepaysvet nous apoussés versla Monarchie pour y chercher le premier des besoins de l'Italie Son Independance. Quant a étre un agent soldo par la despotisme EuropSen je ne le crois pas. Dans Ics derniers tema il a fa.it du mal à la cause Italiénne, avec ses chimeriqnes teutatìves; mais non pas conunc alarle des despotes, et je ne le crois pas capable de s'abaisser a cette degradation.
EMILIA MORELLI