Rassegna storica del Risorgimento
1793
anno
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1939
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pagina
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851
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VARIETÀ, APPUNTI E NOTIZIE
IL PRIMO GRIDO D'ITALIA NEL 1793 E L'INVASIONE FRANCESE
Un coefficiente notevole per lo sviluppo della coscienza politica nazionale negli Italiani intellettuali che lo poterono, fu indubbiamente il loro soggiorno all'estero. Lungi dal piccolo ambiente paesano, frammezzo e col confronto d'altri popoli, s'aprì loro chiaramente la visione prospettica d'insieme della loro gran patria ed ebbero viva la sensazione di fraternità con i connazionali: esempio tipico per ciò l'Alfieri. A maggior ragione il fenomeno si verificò negli espatriati, nei profughi che, scoppiata la rivoluzione francese, fuggendo alle persecuzioni, dalle più diverse parti della penisola per il loro libero sentire, s'incontrarono in Francia. La comunanza della nazionalità, delle aspirazioni, dei dolori, li affratello in terra straniera e sopra i particolarismi municipali fece sentir loro il bisogno d'unire le forze e gli sforzi per meglio farsi valere e per meglio riuscire nel comune intento di libertà, ripetendo fin d'allora il celebre motto manzoniano liberi non sarem se non siara uni .
Su questo periodo delle origini del Risorgimento il Soriga, il Franchetti e il Solnu, fra gli altri, han recato i più notevoli contributi di studi e documenti, il primo più specialmente per il 1796 e il secondo e il terzo per il 1799. Ora poi il Rota e Pia Onnis han fatto maggior luce sugli antecedenti. Ma il punto ancora da ben chiarire è il momento, l'occasione, del primo sorgere dell'unitarismo italiano come programma di attuazione pratica. Noi dobbiamo per ciò risalire e aver presente quel che fin dall'inizio fu affermato in seno alla Convenzione nazionale di Francia, sia per ispirito di proselitismo dei principi proclamati dalla Rivoluzione, ma soprattutto per la necessità di fronteggiare le distrette tremende dell'interna crisi economica e dell'armate europee coalizzate.
Gii il 28 settembre 1792 Danton avea proposto alla Convenzione che si costituisse in gran comitato insurrezionale contro tutti i re e nominasse una commissione di studio per le misure da prendere ad operare una sollevazione generale di tutti i popoli. Il 29 ottobre successivo, presentatesi alla Convenzione le deputazioni rivoluzionarie di Nizza e Savoja per chiedere l'annessione delle loro repubbliche alla grande Nazione, il presidente Grégoire aveva esclamato: Tous ICS gouvemements soni nos ennemis. Unta Ics peuplea son noafrèrea ou nova succomberons, ou la liberti aera rendite a tona lei naiions . Ma più esplicito, più solenne, più impegnativo, fu il decreto approvato, in proposito ad unanimità dalla Convenzione il 19 novembre facendolo tradurre in tutte le lingue e diffondere fra tutti i popoli d'Europa: La France déclare qu'eUe accorderà secours etfraternité à toua le peuphs qui voudront recouvrer leur liberti, et elle charge te pouoair executif de donner dea ordrea ouxgSnéraux dea armies francaiaea pour eecourir le cUoyena qui auroieni été ou qui aeraienl vexia pour la cause de la liberti . Non si poteva dar richiamo più allettante,incitamento più significativo a tutti i malcontenti, sognatori di novità e rivoluzionari d'ogni paese. Esso noti passò inosservato agli Italiani.1)
li) Nelle città d'Italia fin dal maggio 1792 eran pervenuti manifesti con la promessa d'aiuti e fratellanza a tutte le genti che volessero recuperare la propria libertà. P. NOBBA, La missioni! del gen. Buonaparte a Genova * in La Liguria nel Risorgimento (Genova 1925; p. 14, n. 1).