Rassegna storica del Risorgimento
1793
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1939
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852
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852 Domenico Spadoni
Nella nostra penisola la rivoluzione dell'89 aveva fatto colpo, e. se nelle plebi incolte e inasprite dalla penuria i primi vittoriosi moti popolari di Francia cran volsi d'esempio d'eccitamento ai loro tumulti e ribellioni annonari-, invece (gl'intellettuali, ì simpatizzanti per le idee novatrici e democratiche, guardavano con interesse allo svolgersi degli avvenimenti francesi formando e alimentando desideri) più o meno accesi e avventati per la luro patria. A questa naturale tendenza degli spìriti s'aggiunsero la propaganda e le seduzioni nascoste che non avean tardato a venire da segreti emissari e specialmente dai rappresentanti di Francia e dal toro entourage, trasformatisi in veri focolai d'intrighi rivoluzionari presso di noi. Nella primavera del '92 erano stati inviati dal Ministro della guerra Dumouricz negli statcrcUi italiani agenti diplomatici ch'erano infaticabili. Il De Sybel neU* Histoire d'Europe (voi. I, p. 569) riproduce dagli Archivi di Guerra di Parigi {Armée da Midi) una lettera del 18 agosto 1792 in cui PHenin significava da Venezia: e Ho formato il mio partito in più parti d'Italia; esso si compone d'uomini sicuri e ardenti, che non attendono che un segno da me per insorgere. H Semonville poi, che fin dal 1791 era agente francese in Genova, nominato, il 16 aprile dell'anno appresso, ministro plenipotenziario* oltreché di Genova, di Torino, Parma e Firenze, convertiva la Liguria, come scrive il Rota, in punto focale d'osservazione e di collegamento di tutte le forze giacobine sparse in Piemonte, in Lombardia, in Parma e in Corsica.
Gli avvenimenti sempre più gravi di Francia e l'azione sospetta e subdola dei diplomatici francesi in Italia non mancarono d'allarmare i governi della penisola che si misero in guardia, sorvegliarono con più oculatezza la stampa e i forestieri e addivennero a misure di rigore contro gl'imprudenti e i cosidetti geniali per le nuove idee e per i Francesi. Cominciò pertanto l'esodo in Francia di fuggiaschi dal Piemonte, dal Napoletano, dalla Toscana, da Genova, da Roma. Fra essi erano il pisano Filippo Bonarotti che, riparato fin dal 1789 in Corsica, v'avea pubblicato un periodico e aveva poi finito nel continente; il vercellese Gio:Antonio Ranza.ehe a Monaco dirigerà dalla fine-del 1792 al giugno 1793 il Monitore italiano; Pasquale Malora di Siracusa, ex uifi- , cialc delle truppe napoli tane, che, dopo aver figurato a Roma neh"entourage del Basville, segretario della legazione francese in Napoli, caduto questi assassinato fuggirà a Genova conoscendovi il patriota Gaspare Sauli. e quindi a Nizza, dove nel Febbraio 1793 si metterà in relazione col gen. Biron e con i profughi italiani. Erano già in Francia, e partecipavano entusiasti alla rivoluzione* il genovese Gio: Battista Serra, il milanese Carlo Salvador, il romano Errico Michele Laurora, stravagante ingegno quest'ultimo, ma fin d'allora de* più intraprendenti fautori dell'unitarismo nazionale sul modello della romana repubblica, e che ne' primi mesi del '93 chiederà soccorsi alla Convenzione per levar legioni d'Italiani, che con l'Aquila di Roma conquistassero l'intera penisola liberando la patria da noi stessi
Orbene ci è avvenuto di trovare nell'Archivio Vaticano 0 copia ras. d'un duplice documento: una supplica d'Italiani olla Convenzione nazionale e la relativa risposta del Consiglio esecutivo provvisorio. Questa copia è scritta scorrettamente e appare inviata dalla Francia da uno zelante informatore. Vi è notato in calce Frane. Pio VI . Ambi i documenti nono senza data; ma dal loro contenuto appaiono assolutamente non anteriori al dicembre 1792 e con tutta probabilità attribuibili a circa l'ottobre dell'anno Sttcteasivo Gli autori della supplico si qualificano sventurati
*) FttANCiA. Appendice Època Napoleonico: voi. XXIII, Misceli, varia, filza 1789-93: Caduta di Tolone (lettere, carte ed avvisi in francese).