Rassegna storica del Risorgimento

1793
anno <1939>   pagina <855>
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Il primo Grido d'Italia nel 1793, ecc. 855
quelli della nostra sventurata patria meritavano la preferenza. Promettevano quindi un azione sollecita e facevano intanto brillare agli occhi estasiati de' creduli nostri patrioti la palingenesi che sarebbe derivata dal regno della libertà e dell'eguaglianza. Conveniva però confidare all'uopo ne* Francesi e tutto attendere da loro. Ecco il testo della risposta del Consiglio esecutivo provvisorio:
Frères et amis. L'honneur de la nationfrancni.se est de ne rien faire ùvee preci' pilatìon. Fidèle à ses engagement, elle ne cesse de s'occuper des maux dee peuples. Ceux de votre maìheureuse patrie mérìtent la préférence. La Convention nationale nous ordonne de vous faire connati re quelle employera avec sagésse les moyens; elle ne balancera pas satis doute a"en choisìr les meilhurs: les tyrans, les Aristocrates qui vous accablent, seront bientot paralysés: ìls disparaitrons pours faire place à la souvcrai.netó du peuple, la seule idole devant qui les mortele épars vont désormais se prosterner. Les sìècles passés n'ont presquo plus de rapport au temps presenti ils s'écliserant à Vaspect du règne de la liberti', et de Végalitó. Il y paraitra duna votre patrie, et le sceptre du despo­ti sme sera brisé. Dignes descendants de vos Ancètres, nos amis et frères, attende* tous de la natiott Francai se .
Che cosa poi avvenne ? Nella campagna d'Italia dell'anno successivo, mentre l'esercito francese eseguiva il piano ideato dal gen. Buonaparte, partecipatevi in sott'ordine, si ha notizia degl'intringhi e delle trame, dì cui il Tilly, diplomatico francese in Genova, s'era fatto centro con i patrioti ti eli a penisola, alle quali segui­ranno arresti e processi in Piemonte, in Liguria, in Lombardia e negli stati di Napoli, di Roma e di Venezia- e il supplizio de' primi martiri del Risorgimento.* Anche il profugo Bonarotti trova vasi commissario di guerra accanto all'esercito, nominato quindi agente nazionale generale in Oneglia; ma allora egli era tutto per la Francia. U colpo di stato di Termidoro determinò poi un rallentamento nelle azioni di guerra, come i negoziati diplomatici resero pressoché inconcludente la campagna d'Italia del 1795. I documenti bonarottiani, fatti conoscere dal Soriga, congiunti a quelli segnalati da noi in Vita italiana (aprile 1936), han rivelato le pratiche e l'intese de' nostri profughi col Direttorio e particolarmente col Lacroix ne' primi mesi del 1796 cooperando il Cacauit a Nizza. *) Il Bonarotti che fu interprete d'essi in Parigi presso il Ministro d'Affari esteri francese, mirando al momento fortunato di veder la nostra patria libera . esortava vivamente i compatrioti rifugiati a Nizza a far sopratutto scomparire per sempre tra loro le frivole distinzioni d'esser nati a Napoli, Milano Genova e Torino, le quali ponevano mille intralci allo scopo comune . E usciva in questi accenti d'alta italianità: Nous sommes tous d'un meme pays d'une meme patrie Les Italìens sont tous frères. Les Itali ens doivent donc tous se réunir et ne. faire qu'une méme cause...
lì piano all'uopo convenuto era che l'imminente campagna doveva esser falla con le forze cospiranti dei patrioti d'Italia e delle armi francesi. d'Italiani promet­tevano tutto il loro concorso per favorire l'azione dell'esercito repubblicano, al quale sarebbe dato d'usufruire del danaro e delle forniture d'ogni genere nel loro paese. I governanti di Francia promettevano alla lor volta la libertà e l'indipendenza degli Italiani, uniti in un sol popolo, abbastanza forte-per difendere i diritti che il braccio potente della Repubblica avrebbe foro conquistato, pur dovendo l'azione pel momento
D Vedi a questo proposito G. FABUY, Campagne de VArmte d'Italie: 1796-97 (Paris, Chapelot, 1901); tome troisicme, pp. 440-43,