Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE
anno
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1939
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Cesare Balbo al servizio di Napoleone 857
CESARE BALBO AL SERVIZIO DI NAPOLEONE
Verso la fine del 1807 da Napoleone, che ben conosceva la polìtica dì accarezzare le maggiori famiglie dei paesi conquistati, per legarle a se. Cesare Balbo fu nominato auditore al suo Consiglio di Stato. Non aveva ancora 19 anni, né aveva conosciuto fino allora alcuna ambizione, credendosi destinato a non avere impieghi od a piccolissimi . 1) La nomina improvvisa gli fece concepire ad un tratto le pio. andaci speranze; ma il padre, prudentemente temendo per il figlio troppo giovane i pericoli morali di quella carriera, domandò ed ottenne che per allora egli rimanesse a Torino a continuare i suoi studi. Fu solo una breve dilazione. Nella primavera del 1808, il generale Menou, già governatore del Piemonte, divenuto governatore della Toscana nominò il giovane Balbo segretario generale di quella giunta di Governo. Nuove cure, nuovi salutari avvisi del padre e nuove gioie e nuove ambizioni del figlio che lasciati definitivamente gli studi, verso la fine di maggio partiva da Torino per la Toscana.
Il suo stato d'animo, nell'iniziale la nuova carriera ci è descritto efficacemente in un passo della sua autobiografia: Giunsi a Firenze., sorridendomi lutto, terra e cielo. Né mi si faceva ombra il pensare che questo era pure il prendere parte a una nuova usurpazione del gran conquistatore della patria nostra. Non vi pensavo. Né vi pensavan guari altri. L'Europa intera ci rimpastava in quelle mani, potentissime; ed anche ipiù assennati speravano tra questi rinnovamenti, o deponevan le speranze. Io amava /' Italia in generale, colla fantasia più che coi ragionamenti', e pure speravo e tanto pia, che mi credevo in via breve di essere potente e così servirla forse più chi'altri. Il mio patriottismo si confondeva con la mia ambizione, e s'accrescevano a vicenda .2)
Patriottismo, ambizione: quasi tutti quelli che si sono occupati del Balbo, a questo punto, si soffermano preoccupati di giustificare o di condannare quest'atteggiamento di lui. A me pare che più che l'ambizione e il patriottismo si debba vedere qui l'espressione di un ardente desiderio di operosità rimasto fino allora latente e soffocato e che, alla prima possibilità offertasi, si manifestava improvvisamente in tutta la sua energica spontaneità. Sempre anteposi, quando mi fu data, la vita attiva alla contemplativa, l'operare anche piccolo, allo scrivere . 3) Così scriverà molto più tardi e ripeterà con insistenza talvolta perfino noiosa. L'ambizione c'è certamente, ma è più che altro un'espressione di questa sete di azione come d'altra parte il patriottismo è più che altro il motivo, l'ornamento ideale con cui, nella sua mente ancora calda delle generose aspirazioni nate nell'Accademia dei Concordi, cerca di abbellire e di nobilitare la sua nuova condizione: idea vaga, incerta, capace di colorarsi e di modificarsi al contatto con la realtà, non ancora tanto forte da imprimere una direzione alla vita."
È un pò* una posizione di compromesso. L'avverte subito il Vidua, che, avuta notìzia della nomimi dell'amico, non sa trattenersi dal rinfacciargli la grandezza di segretariato depredatore , cui con amarezza contrappone la beneficienza grandiosa
i) BAt.no, Autobiografia in RICOTTI, Della vita e degli scrìtti del conte C. Balbo, Firenze, 1855, p. 337.
z) BALBO, Autobiografia in RICOTTI, pp. 237-38.
3} BALBO, Della politica nella presente civiltà* in Studi sulla monarchia rappreseti* tativa, Firenze, 1857, p. 414.