Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE
anno
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1939
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pagina
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859
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Cesare Balbo al servizio di Napoleone 859
delle lettere successive ') e nuche le illusioni ottimistiche del Balbo durano poco. Finito l'incarico della Giunta organizzativa sullo scorcio del 1808 e succeduta a quella una Giunta di liquidazione di cui pure era divenuto segretario, improvvisamente nel maggio del 1809, il Balbo riceveva l'annuncio della sua nomina a segretario della Consulta organizzatrice di Roma, che veniva aggregata all'Impero.
Rimase e quasi colpito d'un fulmine e senti destarsi ad un tratto la coscienza delle brutte usurpazioni a cui serviva. A quella di Toscana non aveva pensato* o molto poco, erosi fatta su- uno che polea parer usurpatore egli stesso, a cui non dovevo nulla, di che non m'importava; ma qui lo spogliato era il papa, principe antico (di che pur m importava poco), ma papa, capo di mia religione a cui venerare ed amare io ero stato allevalo;.., era insomma un'usurpazione, una ingiustizia, una. scelleratezza per me evidente, ed a cui ero chiamato a prender parte. Ne fui atterrato, addolorato oltre ogni dire, disperato; e pur non seppi resistere, negar d'andare. È la sola colpa cui io creda avere a dolermi nella mia vita pubblica: fui debole una volta a diciannove anni e rimpetto a Napoleone; e ciò non mi scusa, ma lascia a pochissimi fra' i miei contemporanei il diritto di accusarmi, lascia la colpa ch'io riconosco, tra Dio perdonatore e me .2)
A stento, dopo molti contrasti, si indusse a porre anche la sua firma sul proclama della Consulta che consumava la spogliazione. Fu scomunicato. Il Vidua, pur non cessando di amarlo (appena potè, da Firenze dov'era andato, corse a Roma ad abbrao ciarc e a rimproverare l'amico, fermandosi solo tre giorni per disobbedire il meno possibile al padre che tale viaggio non gli aveva permesso),3) cessò per qualche tempo dì scrivergli.
Del regime napoleonico, il Balbo non era mai stato entusiasta, come abbiam visto, né partendo da Torino, per mettersi al servizio di Napoleone aveva mai pensato con ciò di rinunciare alle sue idee. Ancora a Firenze, invitato da un generale ad entrare nella società dei Franchi Muratori, aveva rifiutato recisamente avendo dalla natura e dall'educazione gran ripugnanza alle società segrete . *) Tuttavia a un certo punto gli era parso che le sue aspirazioni ideali si potessero facilmente conciliare con una brillante carriera politica e potessero anzi trarne vantaggio; e aveva perciò considerato come una fortuna la possibilità che la sua posizione gli offriva, di operare più autorevolmente e più efficacemente a far trionfare tali idee nella realtà. Ora improvvisamente ogni illusione crollava; non solo, ma anche l'edificio cosi ottimisticamente costruito negli anni dell'Accademia dei Concordi si sfasciava rapidamente, rivelando ad un tratto la sua natura artificiosa e irreale, la sua debolezza. 11 contrasto tra Napoleone e il papa diveniva per lui un concreto e grave problema morale a cui non poteva sfuggire e che non poteva non scuotere dolorosamente la sua coscienza sensibilissima, la quale doveva avvertire vivamente il disagio di dover calpestare, per servire.il dominatore, le sue'idee più venerate e più care.
Ne nasceva un profondo turbamento spirituale, in cui scatti di ribellione sì alternavano con momenti di penoso scoraggiamento e di abbandono. Cosi alla Radct, che gli rinfacciava di andare a messa, rispondeva che d'allora in poi ci sarebbe andato sempre e proprio nella chiesa davanti a casa sua perchè lo potesse vedere,5) ma poi
i) Vedi per es. p. 101, Lettera dell*8 dicembre, op. cit.
a) BALBO, Autobiografia, cit., p. 341.
3) BALBO, Vita di C. Vidua; cit., p. XV.
*) BALBO, Autobiografia, p. 338.
s) BALBO, Autobiografia in RICOTTI, p. 341.