Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE
anno
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1939
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pagina
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860
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860
Enrico Croci
tri abbandonava a dispetti e a malinconie accresciute dalla leti ora dell1 Ortis; ') si lamentava di non poter essere utile alla patria e rimpiangeva che una gli avessero messo lo schioppo in dosso a 18 anni : 2> e intanlo cercava distrazione in divertimenti. <9 A un certo punto arrivò perfino a pensare di abbandonare definitivamente la lingua italiana, per darsi tutto alla francese. Bisognava che fosse ben mutato dai tempi del discorso all'Accademia dei Concordi ! Ma quello fu solo un momento di debolezza passeggera, da cui lo richiamò subito vivamente il Vidua. che intanto aveva ripreso la corrispondenza: Questo è pensiero che mi fa fremere... Troppo male ti avrei conosciuto, se ora potessi pensare con ragione, che. dopo tanto amore e tanto zelo per In nostra lìngua tu potessi finire per abbandonarla a una lingua straniera: e a quale ! *)
II Vidua era stato anche a Roma, come ubbiam visto e più tardi anche Prospero Balbo era andato a vedere il figlio e a riconciliarlo con la Chiesa. Ma in Roma stessa questi aveva trovato un esempio di coraggio che non l'aveva lasciato indifferente, nella resistenza degli ecclesiastici alle sopraffazioni dì Napoleone: io mi vergognavo più che mai allo spettacolo rimprovcratore della fortezza di quei preti. Incominciai a sospettare che questi* così disprezzati* fossero pure i più forti o i soli forti uomini d'Ita-Ita* Forse* se avessi avuto prima il grande e salutare esempio, l'avrei saputo imitare ancor io, e ad ogni modo mi rimase impresso nella mente e mi fu fonte poi di opinioni diverse dalla volgari . sl
Se in un primo momento la sua debolezza gli aveva impedito di reagire, ora, col rimorso, anche l'istintiva ribellione morale verso il regime e l'uomo che, oltre ad opprimere la sua patria erano giunti fino a turbare la pace della sua coscienza con imposizioni odiose, doveva farsi sempre più acuta. Non era più solo una contrapposizione più o meno artificiosa di concetti astratti, come poteva essere ai Concordi: ma una reazione vivissima di tutto il suo essere che si doveva sentire tanto più offeso quanto più sentiva l'opposizione fra le sue idee e la sua posizione attuale. Ne nasceva, almeno nel campo religioso, un atteggiamento di coraggiosa fermezza, che egli stesso più tardi si compiaceva di ricordare in una lettera al Trova: Ebbi almeno questo coraggio, di professare le mie opinioni e la mia religione tra le celie di tutti que' francesi che, salvo poche eccezioni, erano i peggiori di tutta Frància . *)
E mentre l'avversione a Napoleone si alimentava ormai anche di questo nuovo motivo personale, col riemergere di una più coerente e più ferma coscienza religiosa, prendevano consistenza anche le prime idee maturate nella nuova esperienza: Gli esempi di quel coraggio civile (unico alloro in Italia) di quel resistere, quel protestare e non riconoscere, e non cedere mai di quel papa, di quei cardinali, quei prelati, quei preti allora così disprezzati, furono quelli che mi rivelarono la vigoria di quell'istituzione cadente in apparenza, furono il seme di quelle opinioni papaline, le quali mi furono e sono rimproverate, ma nelle quali io mi confermai tanto più, quanto più io le ptudiai.vfT) E nella, già citata lettera al Troya, forse più esattamente: quegli
1) Ricorri, cti., p. 19.
2) Ibidem.
3) BALBO, Autobiografia in RICOTTI, p. 341.
4) VrotTA, Lettere, eh., p. 173 e seg. Lettera del 12 luglio imo. -
5) BALBO, Autobiografia in RICOTTI, p, 341.
6) S. DE SIMONE, Cesare Balbo* Torino. 1932. p. 21.
7) Discorso alla Camera sulla potenza temporale dei papi nel 1849 in A. BKOFFE-BIO. Storia del Parlamento Subalpino, 1865. Milano, pp. 606-07, voi. II.