Rassegna storica del Risorgimento

BALBO CESARE
anno <1939>   pagina <861>
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Cesare Balbo al servizio di Napoleone 861
esempi non fecero nascere, ma conformarono in me quelle opinioni, che studiando ultimamente la storia d'Italia ho poi trovate vere, certe, ed utili, anzi necessarie ed urgenti a pubblicare, a difendere .*)
E con le opinioni si affermavano anche le prime tendenze verso quella che sarà poi la sua via: se mi si desse la scelta di divenir autore in qualche genere di lettera­tura, preferirei d'essere buono storico ,2) scriveva; e sono di questo tempo, abboz­zati sotto l'influenza della lettura del Watson, del Humc, del Gihbon i rappresen­tanti di quella storiografìa illuministica, che invece dava tanto ai nervi al Vidua 3) i primi timidi tentativi di meditazione storica: De la naissance, dea progrès et de la chute des empires (giugno 1809). Introduction sur l'histoire .
Ma intanto, aiutato anche dal padre, lavorava per poter allontanarsi al più presto da quella Roma che, se lo aveva appassionato con la ricchezza delle sue memorie e delle sue bellezze, era stata però fonte per lui di tante amarezze; e, finito il compito della Consulta, verso la fine del 1810, ai primi di gennaio del 1811 otteneva finalmente di poter partire per Parigi, dove doveva prendere il suo posto al Consiglio di Stato.
La sua anzianità come auditore gli dava diritto di partecipare alle sedute impe­riali. Gran memoria poi sempre per lui , *) che ricordava ancora negli anni più avanzati la lucidità anzi lo splendore di quella gran mente di Napoleone, la spon­tanea e famigliare eloquenza di lui e soprattutto la sua candidezza d'imperiosità e di assolutismo .5) Ma per fare fortuna sotto Napoleone non bisognava aver troppo scrupolo. TI Balbo fu incaricato da un giorno all'altro di riferire su una parte della liquidazione di Roma un fascio, anzi un monte di carte alte mi mezzo metro e pio. . Ebbe la franchezza di dire che la cosa era impossibile. Gli si rise in faccia, la liquida­zione fu approvata senza relazione e pochi giorni dopo egli fu nominato, forse per punizione, membro di una commissione di liquidazione nell'Illirio. Aveva sperato di rimanere a Parigi e di passare presto al grado superiore di referendario: al disagio morale già sperimentato a Roma, cominciavano ad aggiungersi anche le prime delusioni del suo amor proprio.
A Lubiana nuovi scrupoli e nuove incertezze. Tutte le carte che il Balbo e i suoi colleghi dovevano esaminare erano in tedesco e nessuno di loro sapeva una parola di tale lingua. Un fratello del Las Casas, capo della commissione, fece per tutti, preparò uno specchio riassuntivo irto di cifre e di nomi e agli altri non rimase che da firmare. Il Balbo esitò; protestò, ma dovette rassegnarsi di fronte all'impossibilità per lui di verificare una sola di quelle cifre. Firmò, ma disgustato corse subito dal generale Betrand, governatore, a chiedere di essere dimesso da quell'ufficio. Fu scon­sigliato, ma inwistettc ed ottenne di ritornare a Parigi. Non era però con le dimissioni che poteva sperare di far carriera.
A Parigi ai trovò addetto al ministero di polizia. Era ima nuova delusione. In principio tuttavia non ne fu molto preoccupato, perche sembrava un incarico più che altro nominale. Ma ben presto, dovendosi organizzare il servizio di polizia dietro
0 DB SIMONE, cit., p. 21. z) RICOTTI, cit., p. 20.
) YwxxA, Lettera, cit., I, p. 107-114, Lettera del 24 febbraio 1809. *) Vedi una autobiografia più breve scritta nel dicembre 1844 e pubbl. pure in RICOTTI cit., appendice II, p. 881 e aeg. s) RICOTTI, p, 342. 6) Ibidem.
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