Rassegna storica del Risorgimento

BALBO CESARE
anno <1939>   pagina <864>
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Enrico Croci
che egli narra diffusamente e con compiacenza nella sua autobiografia, ') rag­giunse l'imperatore a Hagonza, e adempiuta la sua commissione, se ne tornò a Parigi. Napoleone scompariva; i popoli compressi dalla sua dominazione si svegliavano, si sollevavano; e anche il Balbo sentiva sempre più vivo l'interesse per tutto quanto riguardava TCtalia. Una sera, nella ritirata seguita alla battaglia di Lipsia, si era tro­vato in mezzo ad alcuni soldati italiani, che davan nelle grida contro l'imperatore e i Francesi, parlavan d'Italia altamente, generosamente e il fatto lo aveva colpito e lo aveva più e più confermato nelle sue opinioni patriottiche.2) A Parigi, più tardi, ebbe l'incarico di andare a sollevare la Savoia contro gli alleati; ma, pur con qualche rischio, non volle accettare, per timore di trovarsi contro i suoi antichi principi. Si pensò anche di fare qualcosa di positivo, ma i tempi non eran maturi. Un giorno, egli narra,3) ci Tinnimmo parecchi a studiare qualche cosa per l'Italia, parendoci troppo duro, tra tanto fare di tutti, non far nulla, nulla noi. Ma non sapemmo trovar nulla e non credo veramente che ci fosse.
Caduto Napoleone rimase ancora a Parigi per qualche tempo, incaricato d'affari della Reggenza piemontese, della quale faceva parte anche suo padre, finché, giunto a Parigi il nuovo ambasciatore, lo zio Gaetano Balbo, egli lasciò l'ufficio e (ornò a Torino, portando il trattato di pace.
ENRICO CROCI
1
') Vedi RICOTTI, dt,f pp. 349-53. 2> BALBO, Autobiografia cit., p. 353. >) BALBO, op. cit., p. 365.