Rassegna storica del Risorgimento

ROSSI PELLEGRINO ; GAMBERINI ANTON DOMENICO
anno <1939>   pagina <867>
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La dispensa matrimoniale di Pellegrino Rossi, ecc. 867
Tribunale della Signatura di Giustizia, il Gamberini, il 2 dicembre 1840. lasciava 1 ufficio di Segretario agli Interni* per trasferirsi a reggere la medesima.
E in tale carica restò fino alla morte, seguita in Roma il 24 aprile 1841.
Numerose sono le pubblicazioni dovute a questo insigne Prelato: omelie, discorsi allocuzioni, pastorali, allegazioni forensi; ma le opere che testimoniano meglio della sua esperienza in materia di vita publica e giuridica sono: La Raccolto delle Leggi Pontificie e disposizioni di pubblica amministrazione, pubblicata negli anni in cui tenne la carica di Segretario per gli Affari di Stato interni; le Resoluiiones per Sum-maria Precami le Decisioni Rotali e le Risoluzioni particolari della Congregazione del Concilio. *)
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La prima lettera che Pellegrino Rossi diresse al Gamberini, porta la data di Ginevra, 25 marzo 1820 e spiega ampiamente le ragioni per le quali invoca la dispensa matrimoniale, sollecitata già inutilmente.
Il Gamberini di rivolse all'ex collega di Rota Mons, Fabrizio Turiozzi, divenuto assessore del Santo Officio, con la seguente lettera, allo scopo di conoscere quali pratiche fossero necessarie per soddisfare il desiderio del Rossi.
Mons. Veneratissimo, ed A. C.
Un Cittadino di Ginevra, Cattolico Romano (caso raro) e ciò non ostante impiegato in detta città come Professore di Leggi nell'Università, vorrebbe prender moglie, e sposare una giovane, ma Calvinista.-Adattandosi allo stile del Paese, potrebbe farlo liberamente: ma ben lontano dal rinunziare ai principi della Religione che professa, e per cui si è dichiarato pubblicamente sino a farsi enunciare per tale nella sua Patente di Professore; bramerebbe d'ottenere pel suo matrimonio qualunque necessaria, ed opportuna licenza.
Se questo non è un segreto di S. Officio, fatemi il piacere di dirmi, se la cosa sia fattibile; se tocchi al vostro Tribunale il dare tale licenza, e come debba regolarmi per ottenerla. Per effetto delle passate vicende ho degli Amici in molti luoghi, e quindi non vi faccia meraviglia, se ne ho anche in Ginevra: d'altronde non mi pare di dover tra­scurare una cosa, in cui veggo gran pericolo, e sembrami un mezzo miracolo, che si cerchi simile licenza; Voi m'intendete, e basta.
Due vostre linee, anche in margine del presente, mi saranno un sommo favore, e lo aggiungerò ai tanti altri ricevuti quando eravamo Colleghi in Ruota; e così accre­scerà le obbligazioni, che vi professo, e che sono infinite, come lo è del pari la Stima sincera, ed ossequiosa, con cui passo a rassegnarmi
Casa, 17 aprile 1820.
Tf.ro Obbl.mo Aff.mo Ser. ed Amico A Sua Eccellenza Reverendissima Anton Domenico Gamberini
Monsignor Fabrizio Turiozzi Assess, del S. Officio
Tn luogo del Turiozzi, restituì la missiva al Gamberini certo Andrea Turiglia, forse suo segretario, con la seguente nota marginale:
L'affare si pud proporre in S (anto) 0 (ffició) ed è forse sperabile che ottenga un buon esito.
ì) Dedaiones Sacrae Rolae Romance Romae, per Antonium Boulzaler, 1824, m 4: Resolutiònes Selecte Sac. Congregai ionis Concila ect, per Summaria Precum: an. 1823-18.25,, Urbeveteri ex Typ. Episc. Pompei, 1830, in 4.