Rassegna storica del Risorgimento

ROSSI PELLEGRINO ; GAMBERINI ANTON DOMENICO
anno <1939>   pagina <868>
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Romeo Galli
Se con la supplica vi fosse la commendatizia del Parroco Cattolica, che è lì, e che
qui stimato, darebbe un gran peso. Sarebbe necessario indicare anche gualche motivo.
Sono di cuore U vostro A, -ti-v-i*
Ano. J uriglia.
Seguì allora un'attiva corrispondenza fra il Gainberini ed il Rossi, il quale ultimo, uniformandosi in tutto alle istruzioni dell'amico, riuscì ad ottenere gratui­tamente dalla Curia Romana la dispensa, in data 9 dicembre 1820. È questo Tatto che, per desiderio del Rossi medesimo, il Gainberini, lo stesso giorno della sua emis­sione, indirizzava all'avvocato Filippo Leone Ercolani di Eologna, il quale doveva, tramite recto, rimetterlo all'interessato a Ginevra.
In seguito alla dispensa, il Vescovo di Losanna, Pietro Tobia Jenny, che risie­deva in Friburgo, potè regolarizzare, il 22 febbraio 1821, a quasi un anno di distanza,1) il matrimonio fra il Rossi e la Melly, acquietando così gli scrupoli dell'illustre giu­rista ed economista italiano, che, per la sua fede di cattolico e di credente nelFav-venire del pontificato di Pio IX, doveva poi immolare, tanto tragicamente, la sua operosa e ancora virile esistenza.
Diamo qui le interessanti lettere del Rossi al Gamherini, togliendole dall'archivio familiare, che, per benevola disposizione testamentaria del compianto Conte gene­rale Armando Gamberini, è passato di recente alla Biblioteca Comunale d'Imola.
ROMEO GALLI
I. Pregiatissimo Signore,
Io spero che V. S. non mi giudicherà ardito troppo ed importuno nel veder giungere atte sue mani questa mia lettera. Ella non vorrà ascrivermi a colpa d'avere io riposto un'intera fiducia nella bontà sua, e d'essermi lascialo lusingare dalla speranza che la S. V. vorrà ascoltare una mia preghiera coW usata sua cortesìe.
Le mie circostanze mi hanno indotto a menar moglie. L'amore mi ha condotto a legarmi colla Sig.a Carlotta Melly-Schwartz, figlia di padre ginevrino già defunto, e di madre tedesca. Ella professa il culto protestante: e veramente sarebbe stato difficile trovare in questo paese una moglie cattolica, senza andarla a cercare nella classe al tutto infima della Società.
Or mi trovo in procinto di celebrare il matrimonio. E benché non manchino modi di celebrarlo non ostante la diversità del culto, e benché sappiano tutti che il matrimonio di due battezzati è valido quantunque uno dei due sposi sia acattolico, pure desidererei vivamente, ove vogliasi concedermene la facoltà, di non dipartirmi dagli usi cattolici del paese ove son nato. Desidererei, cioè, ottenere la dispensa del Pontefice. Quando questa Repubblica ha voluto onorarmi eleggendomi Professore in quest'Università, e Membro del Senato Accademico, quando, più recentemente, ha voluto concedermi Lettere patenti di Cittadinanza, ho strettamente osservato la regola propostami, non sólamente conservando, ma formalmente dichiarando la mia qualità di Cattolico Romano, come né fanno fede le parole del mio Diploma di Professore e tutti gli atti relativi. Sono io il primo cattolico* die da Calvino in poi abbia posto piede in quest'Accademia senza recedere in nulla dal culto de' suoi padri.
E quantunque lo sposare una protestante, anche senza dispensa, non sia certamente atto incompatibile col cattólicismo, pure m'increscerebbe dovermi scostare dalla via
*) LEDEBMANN: Opera già citata.