Rassegna storica del Risorgimento

ROSSI PELLEGRINO ; GAMBERINI ANTON DOMENICO
anno <1939>   pagina <869>
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La dispensa matrimoniale di Pellegrino Rossi, ecc. 869
dir ina, dalla via ordinaria specialmente per gli Italiani. Ho esposto alla S. V. la causa del fastidio che oso arrecarle. Pass'io sperare eh*otta si compiacerà adoperare in favor mio Vefficace sua intercessione?
So e sanno tutti che il Pontefice concede queste dispense. Non e gran tempo che fu conceduta al mio ottimo amico, il signor Duca di Brogli che ha sposato Madamigella di Stael, protestante. Io non sono Duca ne Pari di Francia; la mia penna non vale quanto valeva quella della defunta Madama di Stael. Ma egli è vero dall'altro latos che il Signor Di Brogli, Duca e Pari di un Regno quasi interamente Cattolico, non aveva che desiderarlo, e trovava immediatamente in Francia una moglie degna di lui e cai tolica, mentre io dimorante a Ginevra avrei dovuto rinunciare al matrimonio o ad ogni convenienza, se non avessi voluto unirmi ad una protestante. Infine intenderei che si Stentasse a voler confidare una ragazza cattolica ad un uomo protestante, per timore dell'influenza che questi potrebbe esercitare sull'animo non ben fermo di una giovi­netta. Ma il caso contrario non espone a questo pericolo. Al certo una tenera giovinetta non agirà sulla mente di un uomo della mia età per persuadergli di rinunziare alle sue credenze. Se un uomo fatto, e non imbecille si gittasse a questo partito, non potrebbe al certo allegare di farlo porgli argomenti che gli esporrebbe una ragazza.
Ma è al tutto inutile ch'io mi estenda di più ragionando con lei. Ella intende, anche senza le mie parole, le cose pure ch'io non esprimo per non infastidirla di troppo.
E neppure mi e d'uopo dirle quanto grande e segnalato sarà per me il favore che ella vorrà, spero, accordarmi. Sa che non ho titolo alcuno per pregarla di volersi adoperare per me con quell'efficacia ed energia ch'ella può. Ma ciò non servirà che a rendere più viva e profonda la mia riconoscenza. Io le dovrò di aver potuto eseguire nel modo che desidero uno degli atti più importanti della mia vita. E la cortesia dell'animo suo mi assicura ch'ella non isdegnerà la sincera gratitudine di un uomo, benché non potente ne1 grande.
Voglia, la prego, avermi per iscusato del fastidio che le arreco in mezzo alle gravi sue occupazioni, e creda che mi pregio di essere coi sensi della più alta stima e della più sincera devozione
Ginevra, 25 marzo 1820. j >, TT .-7. e
Suo dev.mo Obbl.mo Umilis.o Servo
Pellegrino Rossi.
All'ULmo e Hev.mo Sig. Prone Colendissimo Monsignore Garnberini Uditore della S. R. Rota, Roma.
IL
Rispettabilissimo e pregiatissimo Signore,
La mia risposta atta gentilissima lettera die V. S. degnossi scrivermi il 29 dello scorso aprile le sembrerà certamente giungere ben tardi. Ma alcune circostanze, e fra le altre un incomodo di salute mi hanno impedito di potermi presentare prima al Vescovo di Losanna residente a Friburgo, e alla Diocesi del quale sono state riunite per Breve di Sua Santità le Parrocchie Cattoliche del Cantone di Ginevra. Fortunatamente quel degno Prelato è venuto egli stesso a Ginevra per visitare la greggia nuovamente confi­datagli, e come V. S. può ben credere io non perdetti l'occasione; seguendo le istruzioni che ella si era compiaciuta darmi mi presentai a Monsignore, esposi il mio caso, le mie circostante, lo stato ch'io avevo in Ginevra, e infine il vivo desiderio ch'io aveva di vedere in virtù di una dispensa della Santa Sede, il mio matrimonio celebrato secondo