Rassegna storica del Risorgimento
ROSSI PELLEGRINO ; GAMBERINI ANTON DOMENICO
anno
<
1939
>
pagina
<
870
>
870
Romeo Galli
il rito detta religione da' miei padri. Il Prelato mi ascoltò con somma bontà; potè verificare l'esatta verità di tutto quanto io avevo esposto: e persuaso della forza delle òr-costanze nelle quali io mi trovavo* e mosso dal desiderio mio di non scostarmi in nulla dagli usi religiosi del mio paese natale, mi promise formalmente di sporre il tutto, egli stesso direttamente, alla Santa Sede, aggiungendo le più calde istanze perchè il Breve fosse spedito sollecitamente. Nel suo rapporto gli esposi tutte le principali circostanze da lei indicatemi netta pregiatissima sua, e che Monsignore ha verificato. E anche per questo io sono stato tanto più contento che egli stesso venga a Ginevra, onde potesse personalmente vedere, ascollare, informarsi. In verità ho trovato in lui un Prelato quanto religioso altrettanto benevolo, ragionevole, e zelante del bene della sua greggia. Egli ha potuto ad un tempo conoscere quali erano i principi dai quali io non mi dipartiva nel mio insegnamento, e ha degnato mostrarmene la sua soddisfazione. Appunto nel tempo della sua visita, io sono stato eletto, e debbo dirlo, in modo onorevolissimo Membro del Gran Consiglio; sono così entrato ad aumentare il nùmero dei pochi Cattolici che già vi erano; ed è pur questa una ragione del desiderio ch'egli stesso ha dimostrato di vedere il mio matrimonio riunito, per la celebrazione secondo il nostro rito, atta nostra Chiesa.
Eccole, pregiatissimo Signore, lo stato delle cose. U prelato, usato a scrivere direttamente atta Santa Sede in simili casi (e mi disse aver egli già ottenuto qualche altra dispensa) non ha creduto doversi dipartire dal suo costume, rimettendo a me il certificato. Il suo rapporto però sarà già arrivalo, o starà per arrivare. Or dunque, è tempo ch'io la preghi caldamente di volere compiere l'ufficio die V. S. ha degnato intraprendere, informandosi dell'arrivo della lettera Vescovile, e interponendo la sua valida mediazione, onde il Breve sia spedito sollecitamente e, per quanto è possibile, con minima spesa, piccole essendo le mie finanze.
Non è d'uopo ripeterle quanto sarà grande, viva, indelebile la mia riconoscenza per la S. V., che in tal modo contribuirà efficacemente a farmi gustare, in tutta la loro purezza, le dolcezze della vita domestica, e ad assicurare il ben essere di un uomo, che si pregierà mai sempre di essere cotta più alta stima e col più perfetto, e cordiale ossequio
Ginevra, 10 settembre 1820.
Suo Dev.mo Obbl.mo Servitore
Pellegrino Rossi. AlVBl.mo Sig. Sig. Padrone Colendissimo
Il Signor Avvocato Anton-Domenico Gamberini
Prelato della S.R. Rota
m.
Pregiatissimo Signore, Mi sento veramente pien di vergogna per le troppe noie che arreco atta S. V. Ma Monsignore il Vescovo di Friburgo avendo meglio considerato e il discorso da me tenutogli e una breve memoria che gli rimisi ha poi stimato conveniente di rimandare a me, anzi che spedirla egli ad un suo uomo costì, la mia petizione corredata dalla sua aite-stazione. Che di tanto io il pregai, sì perchè pareva a me che rimettendola direttamente atta S. V. avrei meglio potuto profittare de1 suoi cortesissimi uffizi, sì perchè non prevedevo come quell'uomo a me sconosciuto avrebbe accomodato la cosa anche per ciò che spetta la finanza, articolo che nel mio caso non posso trascurare. V. S. all'incontro sa ch'io non sono persona facoltosa, e degnerà, spero, anche per questa pattes occorrere, co' suoi uffìzi, al caso mio.