Rassegna storica del Risorgimento
ROSSI PELLEGRINO ; GAMBERINI ANTON DOMENICO
anno
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1939
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pagina
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876
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876 Libri 4 periodici
di famiglia per introdurrò la costituzione) basate sulla credenza ohe realmente siano accaduti o accadano nel divenire sociale passaggi che sono invece semplici finzioni tecnicamente utili al ragionamento astratto, li filosofo del diritto può trovare spunti polemici (ad esempio col Rousseau) di un certo valore; dubito, invece, che l'opera in esame giovi alla riputazione di un Romagnoli filosoficamente rigoroso. Solo la dottrina (se cosi si può chiamare) del conoscere, volere, potere ricorre qualche volta (per esempio pp. 193, 309), ma si tratta, a mio avviso, di formule: credo che nel Romagnosi il trinomio non sia mai assurto a chiara e precisa visione filosofica e sia stato un principio intellettualistico assai fecondo e giovevole per cui voleva porre in primo piano le facoltà operative dell'uomo.
Rileggendo il Della costituzione di una monarchia nazionale rappresentativa è utile ricordare quanto scrisse il Solari: *) Solo quando il Romagnosi, non preoccupato da esigenze filosofiche, s'abbandonò al suo genio, scrisse sotto l'ispirazione della nuova coscienza nazionale e civile eh*egli senti come un dovere contribuire a formare, allora si rivelò veramente grande, originale, precorritore . E, riletta l'opera, diviene sempre più forte il desiderio che qualcuno, uscendo dal generico, dalle frasi fatte, dalle prevenzioni, ci dia una monografia in cui la penetrazione del pensiero si accompagni con una meticolosa, critica e filologicamente approfondita ricerca delle fonti in modo di ricostruire, anche nei particolari biografici, la grande personalità del Romagnosi.
LUIGI BULFERETTI
FEKBUCCIO QUINTAVALLE. La Politica internazionale nel pensiero e nella azione di Giuseppe Mazzini. Milano, La Prora Editrice, 1938-XVI, in-8, pp. 347. L. 15.
Argomento vasto e imponente, che avrebbe richiesto per un idoneo svolgimento lungo tempo e costante fatica. Ma il Quintavalle ha solo sfiorato il suo tema; e invece di darci uno studio nuovo e nutrito, che sarebbe stato senza dubbio interessantissimo, sul contributo concreto offerto dal Mazzini, con gli scritti e con Fazione pubblica e segreta, al trionfo, nel mondo, dei principi di nazionalità e d'indipendenza, si è accontentato di raccogliere, in una sintesi talvolta sin troppo rapida, le notizie, in gran parte note, dell'opera compiuta dal grande Veggente per l'unità dell'Italia, con frequenti accenni alle sue relazioni con gli nomini maggiori del movimento rivoluzionario europeo, con gli uomini politici più rappresentativi e con i governi, e all'influsso da lui esercitato sulle popolazioni oppresse e sulle libere nazioni. Ma poiché, come avverte nella prefazione lo stesso autore, il libro non è diretto a coloro che si occupano in particolare della storia del nostro Risorgimento ed ha, pertanto, uno scopo essenzialmente divulgativo, il nostro compito si limiterà ad esaminare se il Quintavalle ha informato il suo lavoro almeno a quei criteri di organicità, di obiettività e di chiarezza che in tal genere di pubblicazioni devono essere fondamentali.
L'impostazione del volume è, nel complesso, salda e sicura. Il Quintavalle mette bene in luce la mancanza nel Mazzini (che pure ha creato un sistema di dottrine logico e coerente) di una rigorosa determinazione della sua filosofia, e dimostra come il suo pensiero tenda segnatamente a ricercare e a illustrare l'idea religiosa che per lui sovrasta ad ogni altra concezione e che è il presupposto indispensabile di ogni conquista dello spirito e di ogni perfezionamento della società umana. Perii sentimento religioso l'uomo, secondo il Mazzini, si avvede che la sua esistenza ò una funzione della vita e dell'armonio universale, un anello della grande catena degli esseri, un punto necessario della
') GÌ SOLARI, Il pensiero filosofico e civile di G. D. Romagnosi, in Rivista di filosofia, 1932, n. 2, p. 157.