Rassegna storica del Risorgimento

ROSSI PELLEGRINO ; GAMBERINI ANTON DOMENICO
anno <1939>   pagina <880>
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B80 Libri -i periodici
dai nostri aviatori e dall'agosto 1916 all'ottobre 1917 dogli aviatori austriaci. Tutta­via gli abitanti mostrarono sempre un alto spirito di sacrificio e furono sempre pronti a soccorrere i prigionieri italiani sebbene il Comando austriaco vietasse qualunque comunicazione! con loro. Per questa ragione lo stesso podestà Giorgio Bombi fu desti­tuito ed internato ed Emilio Covos sub) la fucilazione per aver aiutalo alcuni citta­dini che vivevano nascosti per non servire sotto la bandiera austriaca. Finalmente il 10 agosto 1916 i nostri soldati entrarono nella città che rimase peraltro sotto la minaccia dei cannoni nemici distanti appena nn chilometro. Si combattè ancora ma, se queste nuove battaglie diedero qualche vantaggio, in realtà lasciarono la si tu azione immutata. Pur troppo cominciarono allora ad apparire segni di stanchezza, tanto più che cresceva il disagio materiale, e ne approfittarono i disfattisti per eccitare a rivolta i soldati che non si lasciavano sgomentare dal rigore con cui i generali si sforzavano di ristabilire la disciplina. In quei giorni nefasti, mentre gli aèrei nemici intensificavano i loro assalti contro parecchie terre friulane, esplosioni avvennero nelle retrovie, delle quali la più formidabile (i pia credono che sia stata dolosa) fu quella del deposito di munizioni di S. Osvaldo.Frattanto gl'imperiali, dopo la battaglia di Bainsizza, temendo di non poter più. oltre resistere alla pressione che i nostri esercitavano al centro delle loro difese, pensarono di compiere uno sforzo poderoso che li liberasse dalle contìnue minaccie degli avversari. Il nuovo imperatore austriaco chiese aiuto a Guglielmo II e così fu preparata la grande offensiva sul tratto TolminoCaporetto, cominciata il 23 ottobre 1917, offensiva il cui esito felice addolorò e prostrò per brevi istanti la Nazione ma segnò l'ultima fase della lotta e preludiò le vittorie del Piave e di Vittorio Veneto. E questo un brevissimo e incompleto riassunto del poderoso volume di Giuseppe Del Bianco, riassunto che varrà, spero, ad invogliare gii Italiani a rendere omaggio al valentissimo storico leggendone e meditandone le pagine e riandando col pensiero le vicende ultime della patria che oggi, auspice un Uomo, degno di essere paragonato a Cesare ed a Cavour per intelligenza, forza d'animo e sapienza politica, banditore dei santi principi di pace e di giustizia, esercita un fascino potente sn tutte le nazioni europee.
VINCENZO MABCHESI
DAVIDE CONTI, Trentasei ore di aita al fronte; Faenza, F.1U Lega, 1938, XVII, p. 84.
Questa breve e palpitante storia che ha un inizio quasi rusticano, e che assume subito nn chiaro ed elevato tono romantico, per chiudersi poi in una gran luce di eroi­smo, ha una sua caratteristica unità di luogo, ed una ancor più. singolare unità di tempo; ossia si svolge sopra un costone mitragliato ed insanguinato del Carso, ed in sole trentasei ore.
Riassumere questa storia, dire dei personaggi, cogliere qui qualche momento del loro operare, vorrebbe dire tagliuzzare una tela che va contemplata invece- nel suo insieme, e nel suo insieme compresa ed amata. A chi volesse curiosare sull'epilogo del dramma diremo Bempliccmentc che c'è un soldato, un fante che non sappiamo se più eroe o più santo, che muore nella piena coscienza di un'offerta la più generosa, e nell'atto di benedire coloro per cui egli offre cosi la sua vita.
Superfluo poi aggiungere, che non è la fantasia che abbia ricamato questo rac­conto, ma che esso appartiene interamente e solamente all'eroica vita vissuta nel periodo della grande guerra.
Ma piuttosto ci sembra doveroso rilevare che, lungo questo narrare svelto e gar­bato, si accendono improvvisi bagliori di poesìa, e insieme con quelli, luci di una filosofia profondamente umana, dolcemente ridente ed irridente, la quale non è soltanto fiore dell* intelletto, ma più ancora fiore di un'anima buona.
li di fatti un grande sentimento di bontà che ha dettato queste pagine: una bontà di sacerdote che ha perfettamente conosciuto e conosce.H fante meraviglioso, e che