Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; CIALDINI ENRICO ; MINONZIO CARLO
anno
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1939
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pagina
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983
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I resti delle carte Miiwnzio-Cìaldini della Biblioteca di Brera 983
ancor vivi, e. Come coraggiosamente dimostrarono il generale Orerò e il Sandonuini, *) non fu imparziale verso il Cìaldini.Egli ne aveva sconsigliato la pubblicazione al Bortolo Viale che gli aveva chiesto notizie e documenti a quell'intento: Confesso che io rimasi meravigliato quando vidi che Ella stessa assumeva Vimpegno di pubblicare la storia della campagna del 1866, dopo la disgraziata polemica dell'estate scorsa. La storia dei disastri e degli insuccessi riesce delicata molto ad è penosissima, e credo difficile che quella del 1866 non conduca a nuove polemiche, non sollevi dissapori più gravi. Morti noi, qualsiasi scrittore potrà giudicare a suo talento i generali che ebbero un comando importante nel 18662' Quando tuttavia gli fu mostrato il manoscritto del lavoro del Corsi e fu invitato a presentare le sue osservazioni, le presentò, tecniche, obiettive, serene. Una parte della minuta di questo è rimasta nelle carte Minonzio: fl
Osservazioni generali.
Il lavoro del tenente colonnello Corsi è pregevolissimo per la molta dottrina militare che racchiude e svolga con uno stile limpido e corretto. Ma per il caso nostro pare che ci sia troppo'e che il lettore avido di conoscere la parte arcana della campagna sorvolerà 'su due tersi almeno dello scrìtto. La parte politica vie trattata in proporzioni soverchie per n'opera d'indole puramente militare. Bastava a parer mio indicare da principio Parigine ed i vincoli politici e morali dell'alleanza da noi stretta colla Prussia per dedurre poi' come conseguenza il legame strategico che doveva unire la campagna germanica colla Italiana. Ciò quale esordio. Nella seconda parte bastava indicare a grandi tratti e far risaltare nel modo più evidente l'influenza perniciosa della Francia che volle finita la guerra ad ogni costo e il granchio a secco che pigliò il povero Ricasoli col suo famoso utì possidetis.
La prima delle quali cose tolse a noi di avere la rivincita di Gustosa. L'altra, snaturò Vultimo periodo della campagna facendone una vera course au elodie*1. Ma tutto questo detto in poche parole
[Prosegue rilevando che l'autore si è troppo diffuso sull'origine delVesercito italiano, il che sarebbe stato più a luogo in una Storia militare del Risorgimento Italiano].
Si nota molta disuguagli ansa nell'interesse e direi persino nell'affetto con etti sono trattate e descritte le operazioni delle diverse parti che componevano Vesercito nostro. Tutto ciò che riguarda il corpo dei volontarii, il 1 Corpo a"Armata e direi anche finterò esercito del Mincio, è detto con maggiore abbondanza di parale, di dettagli di osservazioni e quasi con maggior predilezione. Questo provenne forse da che lì vi erano rapporti parziali e generali ossia maggiore quantità di materiale per fabbricare una Storia. Dalla mia parte sconfortato dolV esito della campagna. Termi per saggio di metterla in silenzio e perciò mi astenni da qualsiasi relazione in proposito. Non mi lagno quindi della differenza die notai. Mi limita ad accennarla.
Osservazioni parziali.
Per ciò che mi riguarda personalmente avrei poche cose da osservare. Eccole:
1 Dice il Col. Corsi che nel 1862 in un lavoro che mandai al ministero della Guerra, parlando di un possìbile attacco al quadrilatero, manifestai Videa di una semplice dima' strazione sul basso Po. Ma che coli'andar dagli anni Videa di una semplice dimostrazione
l) OBEBO. Dopo Custoztt, In Nuova Antologia, 1 dicembre 1909; T. SANDONNBTC, In memoria di E. CialdinL Modena, Forra gii ti, 1911.
3 Da Pisa, il 9 dicembre 1868. Gfr. SaNDOWNim, op. eit, p. 73.