Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; CIALDINI ENRICO ; MINONZIO CARLO
anno <1939>   pagina <984>
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Carlo Antonio Vlanello
trasformassi in me e divenne profonda convinzione di portare l'attacco principale sul basso Po e invece la dimostrazione sul Mincio.
Il cambiamento della mia idea deve attribuirsi al trasloco della capitale. Se il colon­nello Corsi avesse conosciuto o ricordato il mio discorso in Senato) su quell'argomento avrebbe capito che Vattacco principale del Quadrilatero per il basso Po era divenuto una conse-guenza logica del mio modo di considerare V Italia dopo che Torino cessò di esserne la capitale. Dimostrai doversi sostituire il punto di vista Romano al punto dì vista francese o piemontese che è lo stesso. Condanno quindi il modo di dire del Colonnello . Corsi il quale chiama attacco diretto quello del Mincio ed aggirante quello del basso Po. Vedo le cose assolutamente al rovescio e per me l'attacco diretto é quello del basso Po, raggirante quello del Mincio, per la ragione semplicissima che la base delle nostre operazioni nel bacino del Po non può più essere quella di Torino, Alessandria, ecc.
2 Secondo il mio modo di vedere trovo inesatta del pari la locuzione tattica di cui si vale talvolta il col. Corsi allorché per esprimere a cagione di esempio, ch'io mi son diretto a sinistra, dice che io cambiai di direzione a destra. Nessuno potrebbe capirlo. Una massa che a piede fermo vuol cambiare di direzione verso la sinistra eseguisce quel movimento preparatorio che in tattica suona così: Cambiamento di direzione pel fianco destro e per marciare a sinistra . Ma questa formula tattica non potrebbe applicarsi ad vn Esercito in marcia né a qualstasi frazione minore che cammini. In questo caso se si vuol essere intesi bisogna dire che si cambia di direzione a sinistra quando realmente si va a sinistra, altri' menti si dà luogo a diversa interpretazione.
3 Il mio passaggio del Po, quantunque non contrastato, mi sembra però meritare qualche parola intorno al modo ordinato con cui venne eseguito entro i limiti di tempo pre? visti e senza la più piccola disgrazia o contrarietà. Desidererei che venisse toccato con mag­gior rilievo che mettendo piede nel Polesine io doveva soddisfare subito alla doppia necessità di avere ponti sull'Adige per proceder oltre e ponti sul Po per assodare la mia base e faci" litare l'arrivo alle truppe del Mincio. E poiché si parla di ponti, giustizia vorrebbe che laddove il colonnello Corsi dice aver io percorsi in dieci giorni i duecento e più chilometri che separano VAdige dall'Isonzo, aggiungesse che io non poteva avanzare senza gettar nuovi ponti su tutti i corsi d'acqua che mi separavano dal Friuli.
4 L'aver io avanzato sopra di una sola strada e la più breve sin oltre il Taglia-mento fu indicato non solo dall'assenza del nemico o dal desiderio di celerità, ma anche dalla disposizione stessa delle mie truppe provenienti dal Mincio che arrivavano successivamente e separate da notevoli intervalli. Non un giorno, ma parecchi giorni di ritardo avrebbe avuto il concentramento generale sotto Palmanovu se un certo numero di divisioni avesse seguito la strada di Treviso, Conegliano e Pordenone. Del resto la marcia dal Brenta al Torre non potrebbe essere sottoposta alla critica militare perché seguita sotto la pressione politica e nel solo scopo di arrivare il più lontano che si poi esse] per la nascosta ragione dell'uti possiaetìs. E cosi non posso ammettere le osservazioni critiche intorno all'occupazione del ponte di Versa sul Torre, giacché sapeva benissimo, quando l'ordinai, che impadronitomi del ponte (cosa che mi premeva molto) avrei accettato ed annunziato l'armistizio per cui le forse che l'occupavano non avrebbero corso pericolo di essere prese di fianco. [Manca il resto].
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Il fedele Minonzio cercò di difendere l'operato del suo generale in uno studio che presentò nel 1873 alta Nuova Antologia: Il Comando Supremo nell'Esercito; ma la direzione di quella rivisto trasmise rotticelo allo Stato Maggiore perche ne giudicasse