Rassegna storica del Risorgimento

RADETZKY JOHANN JOSEPH ; MILANO ; MOTI 1848
anno <1939>   pagina <987>
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VARIETÀ APPUNTI E NOTIZIE
LE CINQUE GIORNATE DI MILANO NEL RAPPORTO DEL MARESCIALLO RADETZKY
Sino a pochi anni or sono l'Archivio di guerra di Vienna era inaccessibile alle ricerche storiche sugli avvenimenti del 1848. Soltanto dopo il crollo della Duplice Monarchia fu permesso agli stranieri di compulsare i documenta riguardanti questo importante periodo di storia, tino dei documenti di grande interesse storico per la storia del nostro Risorgimento è senza dubbio il Rapporto del maresciallo Radetzky sulle Cinque giornate di Milano. Esso è conservato in due esemplari, il concetto ori­ginale che porta la firma del maresciallo e la bella copia colla data di presentazione: 7 aprile 1848. Esìste ancora una terza copia di questo Rapporto, ma questa va sino al 21 marzo e fn stampata in italiano ed in tedesco nello Archìvio triennale delle cose d'Italia, Capolago, Tipografia elvetica, 1851, pp. 472-486. L'originale di questa copia si conserva nel deposito Belìazzi, pacco I, filza 12. Radetzky dopo la visita dei consoli stra­nieri il 21 marzo, quando sperava di concludere un armistizio, fece copiare questa prima parte per mandarla a Vienna al conte Fiquelmont, ina al momento dell'evacuazione della città. la dimenticò nel cassetto e cosi cadde nelle mani del Governo provvisorio.
Essa è interessante perchè ci presenta l'originale senza correzioni.
Della copia che si conserva all'Archivio di guerra di Vienna e che contiene tutta la descrizione delle Cinque giornate diamo qui una traduzione.
GIUSEPPRB VEEZZOLI
Castello di Milano. 18-19 marzo 1848 ore 2 ant.
Già da parecchi giorni avevo avuto notizie che a Milano si voleva far scoppiare la rivoluzione il 18 marzo; *) la sera del 17 giunse la notizia telegrafica da Vienna
3) A Milano non tutti i liberali erano favorevoli ad una rivoluzione, Cattaneo era del parere di chiedere al Governo concessioni di armamento e la libertà di stampa, perchè per cacciare l'Austria ci volevano forze unite di tutta l'Italia; Cesare Correnti diceva che si doveva cogliere l'occasione. Nella notte dal 17 al 18 marzo si tenne un'adu­nanza per stabilire l'ordine della giornata ed eleggere i membri del Governo provvi­sorio milanese. Si decise di convocare il popolo presso il Municipio, il quale avrebbe tenuto un'adunanza, una deputazione sarebbe salita ed avrebbe chiesto che, essendosi allontanato il governatore e non essendo in città l'autorità polìtica, il Municipio doveva assumere l'aiuminihtrazione. Il Municipio avrebbe accettato la proposta e avrebbe dichiarata decaduta la Congregazione centrale e quelle provinciali. Se Tadu nanza popolare foste stata sciolta dai soldati, allora il popolo sarebbe stato convocato per le 17 in Piazza del Teatro. Un vero comitato cittadino non esisteva per dirigere le manifestazioni contro il Governo Nei primi giorni del 1847 G. B. Mazzeri, membro della Congregazione Centrale Lombarda aveva proposto la nomina di una Commissione, composta dei rappresentanti delle province lombarde per prendere in esame le cause del malcontento e per farne un rapporto olla Congregazione centralo. In questo* presentato il 12 gennaio, si chiedeva la formazione di un dicastero aulico italiano che sotto la presidenza del viceré trattasse gli affari riguardanti il Regno Lombardo-Veneto e si voleva l'autonomia del Regno.