Rassegna storica del Risorgimento

RADETZKY JOHANN JOSEPH ; MILANO ; MOTI 1848
anno <1939>   pagina <988>
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988 Giuseppe Viezzoli
della grande concessione fatta dall'imperatore Ferdinando ed oggi furono affissi i comunicati.l'
Si credeva che ciò sarebbe bastato ed avrebbe soddisfatto il popolo milanese, il vice­presidente 0' Donnei mi pregò di non usaro la forza armata contro il popolo, soltanto se chiesta dalle autorità politiche.2)
Verso mezzodì fui informato che il popolo si radunava in vari punti della città, che gli scolari venivano accompagnali a casa dai loro genitori. Le forze armate erano rimaste nelle caserme, *) perchè lo scoppio di una rivolta mi pareva impossibile. Io mi trovavo nel mio ufficio quando scoppiò la rivolta e fui costretto a ritirarmi nel Castello per non essere preso dalla folla. Ogni istante giungono notizie sempre più allarmanti: che barri­cate sono state innalzate in vari punti della città, allora diedi il segnale dell'allarme alle truppe. Giunto il direttore di polizia, de Betta, mi raccontò che la Guardia del Palazzo del Governo era stata uccisa, il Palazzo saccheggiato, una parte degli archivi distrutta e il vice-presidente 0 Donnei fatto prigioniero. *) H generale Wohlgemudi, che comandava
*) S. M. [. B. l'Imperatore ha determinato dì abolire la censura e di far pub-blicare sollecitamente una legge sulla stampa, nonché di convocare gli stati dei regni tedeschi e siavi'e la Congregazione centrale del Regno Lombardo-Veneto. L'adu­nanza avrà luogo al più tardi il 3 del prossimo mese venturo mese di luglio. Milano, 1S marzo 1848. Firmato il vicepresidente O'Donnel.
Ma nelle prime ore del pomeriggio Milano rispose a questo proclama con un manifesto che era stato preparato il giorno 17:
Noi chiediamo, offrendo la pace e fratellanza, ma non temendo la guerra:
1 L'immediata abolizione della vecchia polizia, la riorganizzazione di un nuovo magistrato politico sotto il Governo del Municipio.
2 L'immediataabolizionc delle leggi del sangue e la liberazione dei detenuti politici.
3 Una reggenza provvisoria del Regno.
4 Libertà della stampa per avere l'espressione dèi voti del paese.
5 Riunire immediatamente tnttivi consigli comunali perchè eleggano deputati ad una rappresentanza nazionale.
6 Guardia civica sotto gli ordini della municipalità.
7 Neutralità delle truppe austriache, garantendo loro il rispetto ed i mezzi di sussistenza.
2) Il viceré Ranieri ed il governatore Spaur s'erano portati a Vienna alla notizia della rivoluzione di Venezia, il 17 marzo.
3) È ben difficile stabilire con esattezza quanti soldati fossero a Milano nel marzo 1848. Schoenhals, l'aiutante di Radetzky, scrive che vi erano 10 battaglioni, 5 squadroni di cavalleria e 6 batterie, il Governo disponeva ancora di 900 uomini di polizia e di 4 cannoni, tutto assieme da 10 a 12.000 uomini. Secondo il rapporto del Radetzky v'erano 16 battaglioni e 6 squadroni.
4) Il 18 marzo il popolo era convenuto dinanzi al Municipio e chiedeva con insi­stenza che si andasse al Palazzo del Governo, il Casati si pose alla testa del corteo, ma quando i due soldati di guardia all'ex-pontc di S. Damiano, oggi angolo via Mon-forte e via S. Damiano, videro la folla, aprirono il fuoco, ma furono uccise e la folla poti irrompere nel Palazzo.
O'Donnel per invito di Casati firmò tre decreti t .
1 Il vice-presidente vista la necessità assoluta por mantenere l'ordine concede al Municipio d'armare la Guardia Civica.
2 La Direzione di Polizia è destituita e la sicurezza della città e affidata al Municipio*
3 La Guardia di Polizia consegnerà le armi al Municipio immediatamente*