Rassegna storica del Risorgimento

RADETZKY JOHANN JOSEPH ; MILANO ; MOTI 1848
anno <1939>   pagina <990>
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990 Giuseppa Viezzoti
20 marzo 1848, ore 17,
Come ho infarinato V, E. il generale de VPeigelsperg si doveva portare a Ferrara, ieri non potò partire perchè la stalla della posta era barricata, farse potrà partire domani se riceverà cavalli di posta; a lui consegnerò il mio rapporto, acciocché lo possa mandare mediante una staffetta a Vienna*
Nella situazione di Milano nulla di nuovo, già alla mattina qui e li si cominciò a sparare, poi la fucileria s'estese a tutta la città. Le truppe, ad onta delle grandi fatiche, sono pronte a combattere, tutte le strade sono chiuse dalle barricate che non sono un serio ostacolo per i soldati. Ieri tra i prigionieri fatti al Palazzo Municipale non era il pode­stà Casati e così il Comitato direttivo ha potuto riorganizzarsi e sembra che la sede del Governo provvisorio sia il Palazzo Borromeo. ') Io spero di poter prendere d'assalto anche questo Palazzo e così diminuire la forza dell'avversàrio e prendere le persone più eminenti come ostaggi ed assicurare la pace alla città. 2)
Dalle provincie ho ricevuto poche notizie, a Monza e a Como fu istituita la Guardia Civica e a cagione della poco ferma condotta delle autorità militari scoppiò la rivoluzione.3)
una fazione il cui scopo è di sconvolgere l'ordine pubblico. Ho già fatto quanto era necessario per soddisfare i desideri della mia provincia italiana e non sono disposto a fare di più. Confido nella maggioranza della popolazione; in ogni caso conto sulla provata fedeltà delle mie truppe .
Radetzky nell'ordine del giorno del 18 gennaio 1848 ai soldati ripeteva quanto l'imperatore aveva detto:
Soldati! Voi avete udito le parole dell'Imperatore, io sono altero difarvele note; contro la vostra fedeltà e valore si romperanno gli sforzi del fanatismo e dello spìrito infedele dell'innovazione, come fragile vetro contro una rupe. Salda freme ancora la spada, che ho impugnato con amore per 65 anni in tante battaglie. Saprò adoperarla per difendere la tranquillità di un paese poco tempo fa felicissimo e che ora una fra­zione frenetica minaccia di precipitare nella miseria. Soldati! il nostro Imperatore conta sopra di voi; il vostro vecchio capitano si affida in voi e tanto basti! Non si sfor­zino a piegare la bandiera dell'aquila a due teste! La forza dei suoi artigli non è ancora fiaccata. Sia nostra divisa: difesa e tranquillità ài cittadini amici e fedeli, e distruzione al nemico che osa con mano traditrice attentare alla pace, al benessere dei popoli .
i) Il Municipio ed i capi della resistenza si rifugiarono prima della casa Vidiserti e poi in quella del conte Paolo Taverna all'angolo della via dei Bigli.
2) La mattina del 20 Casati non creò un Governo provvisorio come tutti se lo aspettavano, ma aggiunse alcuni collaboratori al Municipio col seguente Manifesto:
e Considerando per l'improvvisa assenza dell'autorità politica viene di fatto ad aver pieno effetto il decreto del 18 corr. del vicepresidente del Governo, col quale s'attribuisce al Municipio l'esercizio della polizia, nonché quello che permette l'ar­mamento della Guardia Civica a tutela dell'ordine e difesa degli abitanti, s'incarica della polizia il signor delegato Bollati (prigioniero il 19 nel Broletto, e in sua assenza il dott. Giovanni Grasselli aggiunto, assunti collaboratori del Municipio il conte Fran­cesco Sforza, il generale Lecchi (prigioniero nel Broletto) Alessandro Porro* Eugenio Guicniardi, avv. Anselmo Guerrieri e il conte Giuseppe Durini .
Si nominò un Consiglio di guerra che desse unità alla resistenza e potesse trasfor­marsi in Governo; esso fu firmato da Giulio Terzaghi, Giorgio Clerici, Carlo Cattaneo, Enrico Ccrnuschi.
8) Fra i documenti sulla Campagna d'Italia 1848 che si conservano nell'Archivio di guerra a Vienna trovammo un Rapporto particolareggiato del maggiore Francesco Stercbele, dell'i. R. Reggimento Fanti n. 43. barone Geppert sui fatti di Monza e sulla lotta sostenuta dalla popolazione monzese contro le soldatesche austriache, il