Rassegna storica del Risorgimento

RADETZKY JOHANN JOSEPH ; MILANO ; MOTI 1848
anno <1939>   pagina <991>
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Le Cinque giornate di Milano nel rapporto, ecc. 991
Purtroppo razione della polizia è fallita, il Direttore di questa de Betta ad onta dei mia invito non si è fatto vedere e così mi fu impossibile di far conoscere al popolo il Pro­clama. Tutti i negozi sono chiusi, nessun portone è aperto di giorno; sono costretto a
Bri antan nei primo numero del 6 aprile 1848, pubblicò nella Cronaca Monzese la descrizione delle epiche giornate del marzo 1848. Gian Francesco Parravicini, mon­zese nelle sue Cinque giornata di Milano memorie autobiografiche, scrìtte nel 1882 a Napoli, non fece menzione della partecipazione di Monza alla Rivoluzione del marzo, anzi ne fece un rimprovero. 11 18 marzo alle 21, il maggiore Sterchele ricevette l'or­dine dal Comando del Reggimento di portarsi da Sercgno con due plotoni dell'80 Com­pagnia a Monza, ov'erano di guarnigione quattro compagnie e lo Stato Maggiore e dove si custodiva la cassa del Reggimento. Diamo ora la parola al maggiore: Domenica, 19 marzo ore 18.
Il podestà accompagnato da vari deputati, presentò al sottoscritto un decreto del Vicepresidente O'Donnel, col anale veniva istituita la Guardia Civica in tutta la Lombardia, e tutti i maschi dai 20 ai 26 anni dovevano presentarsi alla Podesteria. II sottoscritto non permise che la Guardia Civica fosse istituita, sino a tanto che non ricevesse ordini dall'autorità di Milano.
Dinanzi al Seminario sulla Piazza fu inalberata la bandiera nazionale e qui si raccolsero parecchie centinaia di persone con .bandiere. U sottoscritto mandò quattro compagnie di soldati in piazza, le bandiere furono tolte dai soldati, però il pubblico si mantenne calmo e si ritirò nelle abitazioni, senza far uso delle armi. Alle 17 dopo il vespro fecero sonare le campane delle chiese a stormo. Il secondo capitano Mfihl-wert con dne plotoni ricevette l'ordine di far cessare questa manifestazione, ciò che in breve gli riuscì. Ma passando per le vie della città fu attaccato dalla folla: ci furono tre morti ed otto feriti tra i borghesi. La folla si ritirò dalla Piazza e dalle strade, ritornò la calma, ma i soldati rimasero tutta la notte in piazza e furono mandati dei plotoni accompagnati dai gendarmi per 1 vie della città. Lunedì 20 marzo.
Le truppe rimasero in Piazza sino alle otto; allora il Podestà, il Commissario distrettuale ed altri signori si presentarono al sottoscritto, dichiarando che la lezione del giorno precedente aveva servito e che il pubblico sarebbe rimasto calmo. Perciò la truppa fu ritirata nella caserma e quel giorno non accaddero incidenti. Martedì, 21 marzo.
Alle sette del mattino il sottoscritto ricevette la notizia da un plotone, mandato in perlustrazione fuori di Monza, che dalla parte di Lecco s'avvicinavano 4-5.000 insorti armati di fucili e di cannoni da montagna. Il sottoscritto fece occupare tutte le strade, che conducono in città, ma i soldati furono assaliti dalla popolazione, dalle case si sparò contro i soldati. Allora il sottoscritto cercò di ritirare la truppa dal Se­minario, ma fu circondato dagli insorti, i quali avevano occupato il giardino e le case vicine. Il combattimento durò sino alle 11 ; temendo di non poter più uscire dal Seminario, trovata una porta di fianco, si apri un varco in mezzo alla folla. Du­rante la lotta ci furono parecchi morti tra gU insorti. I soldati si ritirarono sino al Castello del Viceré, una casa vicina, occupata dagli insorti, fu presa dai soldati. Delle quattro compagnie non rimasero che 160 soldati, che si schierarono dietro al castello e s'unirono alla guardia del medesimo. Prima della ritirata dal Seminario erano stati lasciati nella caserma tre ufficiali, un sergente e 220 soldati, che furono fatti prigio­nieri. La cassa del reggimento cadde nelle mani dei monzesi. Dal Castello il sottoscritto si portò coi pochi soldati che gli rimanevano a Milano, evitò i luoghi abitati, perchè già a Sesto S. Giovanni dovette sostenere un combattimento ed ebbe un morto. En­trò a Milano da Porta Nuova e si presentò a Radetzky. Fto Stcchcrle (Archivio di guerra Vienna. Hanptarmee Italiesi. 1848; 3; ad 29 1/2),