Rassegna storica del Risorgimento
RADETZKY JOHANN JOSEPH ; MILANO ; MOTI 1848
anno
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1939
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pagina
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992
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Giuseppe Viezzoli
provvedermi di corno per lo mìo truppe mediante forti plotoni che accompagnano i por~ latori. A tempo toppi che la carne era stata avvelenata, alirimen'i sarebbe successa una grave disgrazia,
Spero di prendere la città senza bombardarla, perciò non ho adoperato V artiglieria, soltanto ho fatto puntare i cannoni contro le barricate e i punii pia importanti della città;} temo che non mi rasiera altra aia che ricorrere al bombardamento. Questa notte ritirerò tutte le truppe nelle Caserme e farò occupare soltanto gli uffici s'utali pia importanti. l> Se domani vedrò che il combattimento continua, allora farò ciò die il dovere mi detta.
Continuerò il Rapporto dopo la fine dell'odierno combattimento; oggi alle dodici ho ricevuto notizie da Verona, qui si voleva costringere il Viceré a mettere in esecuzione le concessioni fatte dall' Imperatore, ma e riuscito a mettere ordine senso spargimento di sangue. V. E. avrà ricevuto già notizie dirette.
Al confine piemontese sino a questo momento regna Ut calma, la mia situazione diverrà critica se le schiere dei volontari, annunziate da tanto tempo, adoperassero il momento odierno per attaccarmi. Il generale D'Aspre mi manda notizie da Padova e da Venezia, ove rogna la quiete. Vengo informato che al confine piemontese è stata concentrata l'artiglieria, a Como s'attende un movimento rivoluzionario, forse un buon numero di svizzeri verranno in aiuto; m'hanno raccontato, che nel Cantone Ticino sono stati for-moti quattro battaglioni. Como è occupata, a Magenta si trova il generale Maurer, a Pavia il reggimento Gyulai con Vartiglieria. Io farò occupare il confine piemontese, però farò entrare cinque battaglioni a Milano, coi quali domattina comincierò la lotta e spero con esito felice.
21 marzo, ore 10.
Non mi era possibile mandare un dispaccio perchè tutte le comunicazioni collo esterno erano interrotte e soltanto difficilmente mi può giungere qualche notizia. Ieri continuò con grande alacrità il combattimento, ci furono mo!te vittime d'ambo le parti. Non cento ma mille sono le barricate, che chiudono le vie; il panilo rivoluzionario eseguisce mosse, dalle quali si comprende che esse sono dirette da ufficiali esteri. Il popolo è preso da fanatismo, giovani e vecchi, donne e fanciulli combattono contro i nostri soldati. Ieri mattina ho ritirato tutte le truppe dall'interno della città nel Castello ed occupato quelle caserme, colle quali si può essere ancora in comunicazione, 2) Tutte le porte della città sono in mio potere, i generali Wohlgemuth e Clam tengono ancora le loro
l) Tatto il 20 marzo il generale Clam a Porta Ticinese sostenne l'urto dei rivoluzionari, il Consiglio di guerra aveva uniti i punti di difesa, le barricate vennero innalzate sino a mille.
Il gen. Rath abbandonò il Palazzo reale, allora il popolo occupò gli uffici di polizia e il Tribunale donde liberarono i detenuti politici.
Radetzky non fa menzione della visita del maggiore barone Ettingbausen che verso il mezzodì del 20 si portò in via dei Bigli e di propria iniziativa propose una tregua di 15 giorni. Ma allora Radetzky avrebbe potuto raccogliere rinforzi e vincere la resistenza dei milanesi, cosi la proposta fu respinta e si formò un Comitato di salute pubblica.
2' I difensori delle barricate interne e del'centro occuparono quello della periferia; durante la notte il popolo aveva lavorato ad erigere nuove barricate che furono avvicinale alle mura..
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