Rassegna storica del Risorgimento
RADETZKY JOHANN JOSEPH ; MILANO ; MOTI 1848
anno
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1939
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pagina
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993
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LQ Cinqui: {limale, di Milano nel rapporto, ecc. 993
posizioni, così le comunicazioni cotte porre sono passibili. La città interna è perduta per noìt particolari sui vari combattimenti mi sono ignoti.
Le mie truppe sono degne d'encomio, da quattro giorni prestano servizio sotto Vim~ perversare della pioggia, mi si spessa il cuore pensando che questo coraggio non può essere adoperato sul campo di battaglia. Ieri ho ricevuto uno scritto dei consoli residenti a Milano, nel quale chiedono di non bombardare la città, io risposi] che ciò dipendeva dalla popolazione che non cessava di combattere. ')
Nel testo dell'Archivio Triennale, Radetzky continua :
Pure ho concesso loro una tregua di ventiquattro ore per provvedere atta difesa dei loro connazionali, inoltre ho chiesto di esercitare tutta la loro influenza sui capi del movimento, onde por fine allo spargimento di sangue e atta distruzione dette case.
Nel testo dell'Archivio di Vienna invece sta scritto :
Pure accettai oggi la domanda dei consoli di concedere loro un colloquio, che ebbe luogo oggi nel Castello.
Durante questo tempo mi giunse la notizia che una parte dell' armata piemontese aveva passato ieri il confine e che U re aveva ordinato di portarsi a Milano. Le mie disposizioni per questo caso saranno prese secondo le circostanze.
Quest'ultima proposizione fu scritta al posto della seguente che fu cancellata :
In questo caso sarò costretto ad evacuare Milano e a ritirarmi dietro l'Adda, perchè mi sarebbe impossibile sostenere la mia posizione tra Milano e un'altra armata La visita dei consoli non fu troppo piacevole, perchè io volli sapere da loro se la notizia fosse vera o falsa. Io sono padrone di Milano sino a tanto che una tale eventualità non subentra.
Siccome questa eventualità era subentrata, Radetzky cancellò tutta.la proposizione e la sostieni colla proposizione di sopra.
Coi consóli si discusse di concludere un armistizio di tre giorni perchè le mie truppe dopo tanti giorni avevano bisogno di riposo e per poter poi attaccare più comodamente la città.
Le mie notizie dalla provincia sono allarmanti, lutto il paese è in armi, anche i contadini.
0 II 20 marzo il corpo consolare aveva protestato presso il Comando militare austrìaco contro un eventuale bombardamento e Radetzky aveva risposto che lo avrebbe procastinato sino al 21 a condizione che cessasse ogni ostilità da parte dei milanesi. I consoli avevano promesso di rendersi interpreti presso il Municipio del desiderio del Radetzky, Ci Cu un vivo dibattito tra Cattaneo, Sanseverino, Achille Mauri, Cernuschi e Terzaghi che respinsero la proposta, mentre Durini ed il conte Borromeo erano favorevoli, per poter meglio riordinare gli insorti ed attendere l'aiuto piemontese che il re aveva promesso. Messa la proposta ai voti, fu respinta con 12 voti.
Il Municipio rispose ai consoli:
Interpellata la volontà dei cittadini che attualmente si adoperano alla difesa della città, non potè raccogliere un'opinione quale Ella, signor Console, e i suoi colleghi avrebbero esternato. Come s'è espresso a S. E. il signor Feldmaresciallo conte Radetzky, l'autorità municipale di Milano ha naturalmente un'autorità limitata dalla forza delle circostanze, per cui crederebbe compromettere la propria lealtà se si impegnasse in una tregua che difficilmente le potrebbe venir concesso dì mantenere, atteso l'ardore delle popolazioni per combattere .
Il 21 marzo a notte tarda il Municipio si dichiarò Governo provvisorio sotto la presidenza di Casati e Dominò un Comitato municipale di difesa col nome di Giunta.