Rassegna storica del Risorgimento

RADETZKY JOHANN JOSEPH ; MILANO ; MOTI 1848
anno <1939>   pagina <995>
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Lo, Cinque giornate di Milano nel rapporto, ecc. 995
all'armamento, coprono la ritirata. Le brigate Maurer e Strassoldo si sono unito con me, nelle vicinanze di Porta Tosa e di Porta Romana tutto è in fiamme.
Melegnano, 23 marzo 1848.
La mia ritirata è riuscita, fu un capolavoro di strategia. Tutte le truppe furono concentrate sul campo vicino al Castello, appena si fece sera, Il Castello rimase occupato sino all'ultimo momento, quantunque molti cittadini armati si fossero avvicinati. Ad onta del pesante cariaggio la marcia attraverso i bastioni fu rapida, presso Porta Comasinu i cittadini cercarono d'impedire la ritirala, ma questo tentativo fu stornato, con poche perdite. *)
Dopo la mezzanotte la nostra artiglieria abbandonò le posizioni sui bastioni, esso protesse la mia ritirata. Sulla strada di Lodi qui e lì furono scavati dei fossi, ma l'avan­guardia ha potuto aprirsi la via. Arrivati dinanzi a Melegnano mi si chiese la consegna delle armi. Il conte Wratislaw, ch'era incaricato di trattare colle autorità del luogo, fu fatto prigioniero e rinchiuso nel Castello. Informato di ciò feci avanzare diverse batterie e in poche ore tutto il villaggio era in fiamme. I fatti di Melegnano ebbero una grande efficacia e nessuno m'impedì la marcia.
24 marzo 1848.
All'Arciduca Ernesto era riuscito d'occupare Lodi, così potei passare l'Adda senza gravi inconvenienti: qui mi riposai. La mia intenzione era di fermarmi dietro l'Adda, di raccogliere tutte le truppe, di mettermi in comunicazione colle fortezze e poi d'attaccare Milano. Dalla Gazzetta di Venezia seppi quanto era successo a Venezia, Brescia e Cremona, perciò dovetti abbandonare la linea dell'Adda. 2)
25 marzo 1848.
A Crema ebbi notizia che il generale Bencdikt si era ritirato da Pavia. Siccome il Castello di Piacenza non poteva pia sostenere l'assalto della folla armata, ordinai l'eva­cuazione di questa fortezza, i due battaglioni ungheresi che ne formavano la guarnigione mi erano motto utili nella situazione nella quale mi trovo, perciò li feci uscire dalla ortezza prima della capitolazione.
Montechiari, 30 marzo.
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Per salvare Mantova era slata mandata la brigata Wohlgemuth, qui seppi che il generale D'Aspre che era vicino a Verona salvò la fortezza. Lascio il Corpo d'armata a
" Gli studenti del Liceo Longoni ai batterono bene come pure il corpo dei. pompieri, alcuni gendarmi e le guardie di finanza.
2) A Brescia fu lasciato passare l'arciduca Ranieri e si applaudì alle conces­sioni fatta dall'imperatore. Si formò la Guardia Civica di duecento persone, che rimasero tranquille. Però il 22 marzo i soldati del Reggimento Haugwitz quasi tutti italiani, unitisi al popolo intimarono al generale Sckwantzenberg di cedere le armi, dopo aver occupato l'arsenale e le due caserme. Questi si ritirò coi suoi 4000 soldati agli Orzi e cosi potè coprite la ritirata dì Radetzky. A Cremona il. Reggimento Ceccopieri ai uni al popolo* e assieme ai soldati del battaglione are. Alberto che erano fuggiti dalle caserme, costrinse 1 gen. Schoenhals a capitolare. A Mantova il generale Gorzfcowsky con 3800 uomini impedì qualunque manifestazione.