Rassegna storica del Risorgimento

PISA ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <997>
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Vincenzo Gioberti, a Pisa nel 1848 997
VINCENZO GIOBERTI A PISA NEL 1848 (CON NUOVI DOCUMENTI)
Costituito, in seguito all'annessione di vari Stati, il Regno dell'Alta Italia, il Giù-berti, esule a Bruxelles dal 1833 e finalmente tornato a Torino il 30 aprile 1848, intra­prese un viaggio con la missione di scuotere gli Italiani, di formare una coscienza nazionale e di rendere favorevoli a Cario Alberto i popoli e tolleranti i sovrani d'Italia. Dal 7 maggio al 18 luglio, si fermò in varie città, dove di proposito, dove costrettovi da amici e ammiratori, uno o pochi giorni e solo a Roma dal 24 maggio al 10 giugno, dappertutto accolto con feste e onori come un sovrano.
La Toscana (e specialmente Pisa) era la regione in cui le opere del grande Pie­montese avevan suscitato il maggior rumore di polemiche, di dissensi e di consensi, non solo per l'assidua propaganda che colà facevano alcuni dei più fervidi segnaci e banditori del pensiero di lui (fra i quali Vincenzo Salvaglieli. Giuseppe Montanelli e Silvestro Cento fanti); ma anche per il vivo ricordo dello smacco inflitto al Gioberti dal Governo granducale negli anni 1842-1843 con l'offerta, seguita da rifiuto, detta cattedra di filosofia morale all' Universlà pisana. 0 In Toscana egli pertanto visitò il maggior numero di città, e oneste, se ebbero i suoi più fervidi elogi, gli tributarono pure i più calorosi, unanimi applausi.
Giunse a Pisa, dopo essersi soffermato a Firenze, a Prato e a Pistoia,3) nel pome­riggio del 10 luglio non del tutto inaspettato , come fu scritto. 3) Fin dal giorno 4 il comandante della Guardia Civica, colonnello Lelio Franceschi, il quale credeva imminente l'arrivo dell' illustre Gioberti , aveva scritto al prefetto, aw. Bernardo Giuseppe Moscheui, per chiedere il permesso di mandargli incontro ima guardia d'onore comandata da un officiale con tamburo, onde non far mai da meno di ciò che era stato fatto per tutto altrove. E il prefetto aveva sùbito approvato che si rendesse al . celebre Gioberti l'omaggio proposto. Se poi non era universalmente conosciuta la prossima visita di lui, certo e che, all'annunzio del suo arrivo, Pisa fu tutta imbandierata e in festa, che poche volte il tricolore avrebbe sventolato più gioioso come per colui che fu uno dei primi profeti, dei maggiori strumenti del nostro Risorgimento e Rinnova­mento. La popolazione si riversò sul Lung'Arno Regio, sotto al terrazzo dell'Albergo delie Tre Donzelle4', dove egli aveva preso alloggio e alla cui porta si schierò un
*) A. DE RtrBEHTis, Gioberti e la cattedra ài filosofìa morale all'Università di Pisa, in Gioberti e la Toscana (Studi e documenti di storia del Risorgimento,, X), Firenze, Le Mondier, 1933, pp. 81 e segg.
2) Il 23 maggio aveva visitato Livorno (EBsn.ro MICHEL, Vincemmo Gioberti a Livorno, in Mimmi Civitas, Livorno, a. II, 1929, fase, VI); e nel maggio e nel luglio fu nella Luniginna: a Villaf ronca, Buglione, Pon treni oli. San Terenzio, Tendala, Fiviz-zauo, ecc.; a Massa e a Carrara. (GIOVANNI SFORZA, Vincenzo Gioberti a Massa ed a Carrara nel 4St in II Risorgimento Italiano, N. S., vai. XXV, fase. I-II). Vedi pure GIUSEPPE MASS AHI, Ricordi biografici e carteggio di Vincenzo Gioberti, Torino, Botta', 1861, voi. IH, pp. 107 e segg. e TOMASO FRACASSICI, Il Ritorno di Gioberti in Italia, in questa Rassegna-, 1939, febbraio.
> PAOLO TRONCA Annali pisani, rifusi, arricchiti da GIUSEPPE TABANI fino al 1839 e da GIOVANNI SFORZA fino ai 1871 seconda edizione, Pisa, Valenti, 1871, tomo II, pp. 447 e segg., 499 e segg.
*) Poi Grand Hotel ed ora Istituto per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
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