Rassegna storica del Risorgimento
PISA ; GIOBERTI VINCENZO
anno
<
1939
>
pagina
<
998
>
998
Achille De Rubertis
drappello di mìliti, costituenti la guardia d'ouore; a gran voce e con fragorosi appianai lo costrinse a mostrarsi, a parlare; e, cedendo volentieri all'affettuoso invito, il Gioberti, dopo aver ringraziato della cortese accoglienza, pronunziò parole di lode ai Pisani, nei quali la gentilezza del costume è ornamento nativo della forza e del valore non mai perduti, e i quali dalle tradizioni gloriose della loro istoria e dalla loro posizione geografica sono mirabilmente stimolati ad aiutare l'Italia, sicché riprenda l'antico dominio de* mari .
Alle ore cinque ricevè, fra gli altri, il prefetto, il gonfaloniere, lo Stato Maggiore della Guardia Civica, il prof. Ranieri Sbragia, rettore della Scuola Normale, il prof. Silvestro Centofanti, in nome dell'Università; il quale, nel presentargli il decreto con cui il granduca lo aveva nominato professore onorario dello Stadio pisano, disse esser lieto di porgere questa nuova testimonianza di stima resa ai suoi meriti dall'ottimo principe e di veder soddisfatto il voto di tutti: che fra i grandi nomi di coloro i quali avevano in ogni tempo illustrato l'insigne Università di Pisa le generazioni future non dovessero desiderare invano di leggervi il suo.
Acclamato ancora dalla folla, si ripresentò, e rivolse nuove lodi ai Pisani, i quali avevano dato impulso al Risorgimento italiano con la protesta del 1846 contro la minacciata invasione dei gesuiti in Toscana; alla loro fruttifera unione della sapienza con la virtù guerriera, della speculazione con l'operazione civile; alla loro Università; il che gli diede occasione a ricordare affettuosamente Leopoldo Pilla, caduto da exoc sul campo di battaglia, e il Montanelli, di cui era corsa voce fosse morto combattendo e che invece era stato serbato ad una vita anche più gloriosa ed agli ardentissimi voti di tutta l'Italia .
Di ritorno da una visita di omaggio alla letterata e patriotta Caterina Franceschi Ferrucci, il Gioberti ebbe la sorpresa di veder sfarzosamente e vagamente illuminati i lungarni come nella maggiore festa cittadina di S. Ranieri. Per la terza volta costretto a parlare al popolo, lodò i grandi meriti di Pio IX verso la civiltà, giustificando le azioni del principe e del pontefice e concludendo con l'inneggiare e invitare a inneggiare a Pio IX, a Cario Alberto, a Leopoldo II e al Centofanti, onore e gloria della filosofia ed eloquenza italiana, che i Pisani avevan voluto acclamare con lui.
Il Centofanti, in ricordo perenne di quel giorno, propose la seguente o altra iseri-:zione:
*A Vincenzo Gioberti
Dalla cui mente profonda
Uidea divina splendidamente proruppe
A creare la nuova Italia
Pisa riconoscente
La mattina dopo, verso le ore sette, ripartì per Lucca, accompagnato alla stazione e nuovamente festeggiato da numerosissimo corteo, di cui facevan parte le au tori tà e lo Stato Maggiore della Guardia Civica. *)
*) U colonnello Franceschi scrisse di nuovo il 10 luglio al prefetto: Sebbene la presenza deli'E. V. all'accettazione che l'illustre Gioberti ha fatta dell'offerta avanzatagli dal Slg. Gonfaloniere e da me d'accompagnarlo domane alla Stazione della strada ferrata di Locca colla Guardia Civica e la parte che FÉ. V. ha presa in quel colloquio mi renda garante del suo consenso alla enunciata comparsa, pur non ostante adempia alla formalità di domandarlo, nell'atto, ecc. .