Rassegna storica del Risorgimento

PISA ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <999>
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Vincenzo Gioberti a Pisa nel 1848
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Si accomiatò dai Pisani esprimendo ancora la dolce gratitudine delle accoglienze ospitali e delle squisite onoranze ricevute e tornando a lodarli come appartenenti alla più eletta provincia italica e destinati a conciliare e temperare le opposte doti di Firenze e di Livorno: l'ima insigne per la gentilezza, l'ai tra per il vigore e il brio degli abitanti. Ne esaltò pure il celebre Ateneo, il primo dei vanti e la maggiore delle loro glorie, dove il cullo delle armi e della patria fioriva accanto a quello delle lettere e delle scienze. Ma ai professori dell' Università dedicò un separato messaggio, in segno di ringraziamento, di riconoscenza, d'ammirazione.
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Del breve soggiorno pisano I*Italia, nel n. Ili del martedì 11 luglio, pubblicò un'ampia relazione. J) E lo stesso prefetto credè opportuno farne un rapporto ufficiale al ministro dell* Interno marchese Cosimo Ridolfi.
È da notarsi soprattutto e piace sentire, in tale importante documento che qui pubblico,2) più: d'una risonanza dell'ondata di entusiastica venerazione che dal cuore generoso del popolo salì, in un giorno memorabile per Fisa, al magnanimo cuore di Vincenzo Gioberti.
ala 11 luglio 1848.
Proveniente da Firenze col treno della via ferrata Leopolda, alle ore 2 3/4 pome­ridiane dello scorso giorno arrivò in questa città Vincenzo Gioberti e prese alloggio all'Albergo delle Tre Donzelle lungo l'Arno.
Inteso appena il di lui arrivo, la popolazione accorse sotto alla terrazza di quella locanda e, con vivi e ripetuti applausi invitato il Gioberti a comparire, cede al pubblico voto e dalla terrazza disse parole in elogio ai Pisani ed allusive alle cose d'Italia. Ai ripetuti inviti tornò a presentarsi ed a parlare al pubblico, e sempre nei limiti della moderazione, in guisa che non si fece luogo a veruno straordinario concitamento, tranne quell'entusiasmo che suole risvegliarsi alle consuete espressioni di patria e d'indipendenza italiana.
Dal Comando della Guardia Civica fu subito distaccato un drappello di militi per formare un Corpo di Guardia d'onore alla porta del di lui albergo, ove si portarono ad ossequiarlo il Gonfaloniere e lo Stato Maggiore della Guardia Civica, ed io stesso mi credei in dovere di fare altrettanto presso quel distinto soggetto.
La città e più. particolarmente il Lung'Arno era adornata di bandiere e nella sera ebbe luogo una vaga illuminazione.
In questa mattina è partito il Gioberti dirigendosi a Lucca col primo treno dello strada ferrata lucchese ed è stato accompagnato a quella stazione dal Gonfaloniere, da tutto lo Stato Maggiore della Guardia Civica e da numeroso drappello di militi.
Ho poi la sodisfazione di annunziare all' E. V. che tutto ha. proceduto con ordine e senza che sia stata minimamente turbata la pubblica tranquillità .
ACHILLE DE RUBERTO
') Fu ristampata da Giovanni Gentile in Documenti pisani della vita e delle opere di Vincenzo Gioberti {Annali delle Università toscane, t. XXXIV, Pisa, Stabilimento Tip. Toscano, 1915).
*) AHCOTVTO DI STATO IN PISA, I. e R. Governo, All'ari generali, 1848, fase. 861.