Rassegna storica del Risorgimento

COZZOLINO CREMONA ITALA
anno <1939>   pagina <1000>
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Ernesta Polizza Marangoni
ITALA COZZOLINO CREMONA
morta il 12 febbraio in Genova dove alternava la sua dimora con Napoli, città nella quale il marito, morto da tempo, fu titolare di otorinolaringojatria in quell'Università Itala Cozzolino Cremona; figlia dell*insigne matematico sen. Luigi Cremona, maestro del metodo geometrico puro, e nipote del grande pittore Tran­quillo, del quale la nativa Pavia rievocò nel decorso 1938 le glorie in una superba mostra nel Castello Sforzesco.
La madre, Elisa Ferrari, nata a Genova dalla famiglia patrizia De' Ferrari di Porto Maurizio. Lnscriitta dal 1600 nell'albo d'oro della Dominante, era nipote del doti. Napoleone Ferrari, intimo di Mazzini e dalla madre amato come figlio; suo medico e fiduciario, che ne raccolse l'ultimo respiro, e, nominato dalla previdenza materna suo esecutore testamentario, ne salvò il prezioso carteggio; ed era pure sorella di Nicolao, da Mazzini amatissimo, morto a 27 anni nel 1855, immortalato dall'Apostolo nella sublime lettera diretta alla sorella detta appunto sulla immortalità dell'anima ... Io nari credo nella morte. Credo nella vita, affermazione potente di una fona che viene da Dio e, non può perire senza che perisca parte del pensiero divino >....
Itala nacque il 28 marzo 1865 a Bologna dove il padre era titolare della cattedra di Geometria Superiore, e passò poi l'anno seguente a Milano, al Politecnico, e nel 1873 a Roma, direttore della Scuola ingegneri con lo stesso insegnamento e con la Matematica Superiore. Fu senatore e anche per breve; tempo ministro all'Istruzione.
Itala Cremona compì i suoi studi nella scuola superiore femminile di Milano che, nei pochi anni di sua esistenza forgiò veramente tempre superiori di donne , sotto la guida del prof. Giovanni Rizzi; e vi ebbe compagna Sofia Bisi Albini, la nòta scrittrice con la quale conservò viva e fedele amicizia e che adombrò la vivace Itala della realtà nella Itala monella sbrigliata, ardente, entusiasta, del suo romanzo: La nidiata.
Nella prima giovinezza, visitando di tempo, in tempo la zia- Giovanna Magenta Cremona a Groppcllo Cairoli il piccolo paese che custodisce le memorie della grande Famiglia ebbe affettuosi rapporti di amicizia con una nobile dama, la quale riuniva in sé i nomi di due patriottiche famiglie: Donna Elena Marozzi, figlia di Carlo Pisani Dossi, condannato a morte in contumacia nel 1821, e moglie di Emilio Marozzi, patriota integro e modesto, che subì dall'Austria gravi persecuzioni. Donna Elena ne ebbe la sua parte e, in una notte del 1852, quando la sua casa in Pavia venne circondata e perquisita, ella, rimproverando al poliziotto italiano il suo ce brutto mestiere, riuscì a fargli disperdere alcuni documenti più compromettenti.
Del dott. Emilio Marozzi rivedemmo Io sembianze pacate e pensose nei due ritratti esposti alla mostra Cremoniana della primavera trascorsa.'
In questo ambiente di puro e integrale patriottismo anche il padre fu com­battente nella campagna del 1848 di elette intelligenze. Ella si formò; in lei tutto diceva l'origine lombarda: la serietà e fattività del carattere, in vita,considerata come missione.
Essa completò la sua coltura con lo studio delle lingue, della botanica e della musica., allieva prediletta del prof. Psirtcfiotli, per l'armonia e il contrappunto.
Dei suoi primi lavori è uno studio sui cretini delta Valle d'Aosta Che col titolo: Muti d'accanta e di ptmhrot fu pubblicato dalla Bisi Albini sulla sua Rivista.
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