Rassegna storica del Risorgimento

COZZOLINO CREMONA ITALA
anno <1939>   pagina <1003>
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LIBRI E PERIODICI
ALFREDO CAMILLUCCI, GVK insorgenti del ferrarese e l'episodio Napoleonico di Crespino* Copparo, Axti Grafiche, 1939-XVII, in folio, pag. 48, f. e.
L'episodio che qui viene illustrato, riguarda, come dice il titolo, gli insorgenti, ossia quelle bande di insorti paesani che, vivi e tenaci e naturalmente protetti dagli Austriaci nei primi mesi dell'invasione napoleonica del 1796, erano tuttora pieni di odio antifrancese e confidavano e confideranno poi nella restaurazione legittimista* anche molti anni dopo, e cioè quando Napoleone imperatore appariva agli occhi dell' Europa come Fmvincibile.
L'episodio, in verità molto caratteristico, va assegnato all'anno 1805. Fu appunto il 20 ottobre di quell'anno che insorgenti ferraresi giunti con soldati austriaci a Cre­spino, ed unitisi ad insorgenti di quel paese, abbatterono l'albero della libertà che tut­tora si reggeva in piedi, abbatterono gli stemmi napoleonici, disarmarono la Guardia Nazionale, invasero il Municipio, distrussero i registri delle imposte, e finalmente calpestarono e stracciarono sulla pubblica piazza la bandiera francese.
Ma tornate ben presto le autorità che per il momento erano lontane, ricostituita la Guardia, Napoleone personalmente si interessò della faccenda di Crespino, e mosso da singolare sdegno dettò egli stesso, 1* 11 febbraio 1806 alle Tuileries, un decreto col quale privava gli abitanti di Crespino dei diritti di cittadinanza, li affidava ad un Comandante della Gendarmeria, considerava il luogo come colonia di gente senza patria, imponeva doppia imposta prediale, stabiliva la pena del bastone, e voleva una lapide sulla Casa comunale così concepita: Napoleone I Imperatore dei Francesi e Re d'Italia ha decretato: Gli abitanti di Crespino, non sono cittadini italiani ,
Lo sfogo veniva dunque pagato a caro prezzo. .
Si mossero allora da Crespino commissioni, si fecero istanze, si interessò il Vicere, fu supplicata l'Imperatrice, lutto invano.
Napoleone esigeva la esemplare punizione dei tre principali colpevoli che avevano tradito il Liberatore d'Italia e la Patria italiana .
Ma i colpevoli erano uccel di bosco.
Fu allora che una donna denunciò un tal Giovanni Albi eri che tene vasi nascosto. Il disgraziato fu preso, processato, condannato a morte. Fu ghigliottinato il 14 otto­bre 1806 sulla piazza di Crespino.
L'Imperatore era placato: il decreto fu tolto.
Il Camillucci ha esposto quanto sopra con misura; ha poi corredato la sua pubbli­cazione di documenti che danno maggior pregio alla pubblicazione stessa, quali, fra l'altro, alcune noterellc che vanno dal 1796 al 1807, scritte dall'arciprete di Crespino don Giorgio Martelli nei registri parrocchiali di Cotogna.
PIERO ZAMA
ADOLFO COLOMBO, La vita di Santone di Santarosa. 1 {1783-1807). Roma, Regio Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1938-XYI, 8, pp. vm-287. L. 25.
Il Colombo, già altamente benemerito degli studi santarosiani per altre sue pubbli­cazioni ben note agli studiosi, dopo pazienti ricerche nell'archivio Santarosa, solo in minima parte sfruttato dal Bianchi, ricostruisce ora in un fervido volume i primi