Rassegna storica del Risorgimento
COZZOLINO CREMONA ITALA
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1939
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1006
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1006 Libri e periodici
alla famiglia Cu ri vie, unica oasi di conforto fra le doloróse esperienze letterarie e la tristezza portata dalla difficile situazione economica, politica e morale.
In questo rapido riassunto abbiamo dovuto trascurare le figure minori, sulle quali, perchè meno facilmente accessibili, sono più preziose le notizie della Wicks. Speriamo però di aver potuto far comprendere l'importanza del volume. Ci auguriamo che rA. voglia continuare le sue ricerche anche per il periodo successivo e darci quindi un quadro completo della nostra emigrazione in Inghilterra.
EMILIA MORELLI
CARLO DE CRISTOFORIS, Che cosa sia la guerra, a cura di Rocco Morretta; Roma, Edizioni Roma, anno XVI, in 8, pp. 386. L. 15.
La pubblicazione di questo volume nato dall'animo fervido e dalla mente geniale di Carlo De Cristoforis fra il 1848 e il 1858, non rappresenta soltanto un devoto omaggio alla memoria di un patriota eminente, ad un valoroso compagno di Manara nelle gesta trentine del 1848, e ad un glorioso caduto del 1859, ma più ancora è da considerare opera opportuna ed utile e, per tante circostanze, veramente tempestiva.
È vero che molti decenni sono passati da quando VA. si poneva la grave interrogazione a cui ba risposto con questo suo volume; ed è vero altresì che da allora ad oggi il volto della guerra è sensibilmente mutato. Ma tuttavia la guerra resta sempre essenzialmente la stessa grandiosa esperienza che è ad un tempo umana e nazionale, individuale e collettiva; ed è. sempre vero che prima condizione di vittoria, ossia condizione perchè un popolo acquisti quello che il De Cristoforis definisce la potenza di farsi temere è che il popolo stesso abbia sempre presente la nozione di ciò che sia la guerra e a quella realtà che può essere di tutti i momenti, prepari educandolo il suo spirito, e adegui a quello la sua intelligenza e il suo senso pratico.
D'altra parte le varie edizioni che il libro ha avuto anche prima d'ora, il pregio in cui l'hanno tenuto e lo tengono gli studiosi di cose militari ci dicono che nel libro stesso rimangono verità sempre vive e sempre attuali, ammaestramenti, considerazioni, comandamenti a cui nonostante il variare dei mezzi di guerra è doveroso e proficuo prestare ascolto.
Chi, per esempio, legga in questo libro il capitolo sulle Essenziali qualità dell'ufficiale , e lo mediti anche in rapporto alla propria eventuale esperienza vissuta, prova l'impressione di ascoltare un compagno d'arme del suo tempo, e constata come la dottrina sia rimasta per molte parti immutata.
Volendo spigolare, attraverso le pagine del volume, principii e sentenze, diremo così, attuali, e raccogliere quanto vi è di applicabile nella moderna condotta delle guerre, si farebbe un amplissimo ed interessante vade-mecum del buon officiale combattente. A provar ciò saremmo quasi tentati di citare quelle nozioni che riguardano uno di quegli aspetti della guerra sui quali il rinnovamento sembra aver prodotto una più radicale rivoluzione; ossia saremmo tentati di far conoscere ciò che il De Cristoforis scrive a proposito della mobilità o rapidità. Basti una osservazione su cui insìste l'A., e che trova vario espressioni chiarissime fra cui la seguente: i veloci trasporti sono il modo di far valere 50.000 uomini per 100.000 (p. 89).
Ma poi leggere questo libro non significa correre dietro ad una interminabile serie di precetti, ma rivedere la storia delle guerre napoleoniche con sguardo penetrante ed esperto, al fine di trarre luce da tutto, e conferma di esperienza su leggi immutabili ed immotate.
Dalla efficacissima comparazione fra teoria e pratica non sono esclusi altri periodi bellici, a cominciare da quelli degli antichissimi popoli, e con particolare riguardo alla vicina esperienza del 1848.
Onde piacevole riesce in modo particolare la lettura.