Rassegna storica del Risorgimento

COZZOLINO CREMONA ITALA
anno <1939>   pagina <1007>
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Libri e periodici 1007
Rocco Morretto ha dunque reso un buon servizio a quanti sentono i doveri di oggi, a quanti possono e debbono assumere responsabilità e funzioni domani.
Egli poi ha fatto precedere al volume una chiara sintesi biografica e dottrinale che ha per titolo: Carlo De Cristoforu e la scienza militare nel cinquantennio della reazione antinapoleonica (1818-1865), che molto giova all'intelligenza dell'opera.
PEBBO ZAMA
GASPARE AMBROSINI, I problemi del Mediterraneo (Quaderni dell'Istituto Nazionale di Cultura Fascista, Serie 7, un* IH); "Roma, Istituto Nazionale di Cultura Fascista, 1937, in 8, pp. 192.
Per quanto fatta a scopo divulgativo, tuttavia questa esposizione dei problemi mediterranei non manca di rigore scientifico. Dopo un capitolo introduttivo sulla storia degli accordi principali riguardanti l'assetto mediterraneo, stipulati nell'ultimo cinquantennio prima della guerra, l'A. passa all'esame dei singoli settori: orientale, di Tangeri, del Marocco, della Tunisia, dell'Egitto, di Suez, della Palestina e della Siria, degli Stretti. Un capitolo finale riguarda la nuova situazione e la salvaguardia dei diritti imperiali dell'Italia.
Per ogni problema fa la storia delle trattative diplomatiche, degli accordi conclusi, e della situazione giuridica e politica attuale. Tutto brevemente ma senza tralasciare nulla di essenziale. Cosicché è un manuale prezioso e indispensabile per tutti quelli che, oggi, senza voler approfondire le varie questioni, vogliono farsi un'idea sommaria ma esatta di esse.
Ed ora qualche riserva su alcune affermazioni incidentali che non hanno però influenza nell'economia generale dell'opera. La reazione tedesca all'accordo anglo-francese pel Marocco, non avvenne subito (p. 17), ma quasi un anno dopo, e cioè quando il governo tedesco si convinse che* la Francia voleva agire nel Marocco senza tener conto dei diritti che alla Germania erano stati assicurati dai trattati. E questa igno­ranza della Germania venne rimproverata a Delcassé. In ogni modo la reazione tedesca non mise in pericolo la pace (p. 18) perchè la Germania non aveva nessuna inten­zione di fare la guerra, non ostante lo si credesse in Francia.
Nel 1911, quando l'Italia si decise ad occupare la Libia, non pare che, fra l'altro, lo facesse per prevenire un'eventuale pretesa ed azione della Germania su essa (p. 21). Più volte è stato accennato alle mire tedesche sulla Libia; e che il Banco di Roma, nell'impossibili Là di sviluppare le. sue imprese si fosse deciso a cedere i suoi diritti ad un consorzio tedesco.
Ma tatto questo è rimasto allo stato di supposizione, e finora nessun fatto concreto è venuto ad avvalorarle.
E così se la Germania non riguardò di buon grado la nostra spedizione non fu perchè vide occupata una regione a cui essa già mirava , ma unicamente perchè la nostra azione veniva a turbare la sua politica in Turchia. Infatti, essendo nostra alleata ed amica del nostro avversario, veniva a trovarsi in una posizione delicata e temeva di perdere quella posizione che aveva faticosamente riconquistata dopo la caduta di Abdul-Hamid e l'avvento dei Giovani Turchi. Infatti l'avversario maggiore della nostra spedizione fu l'ambasciatore tedesco a Costantinopoli, Marshall von Bibergtein, Fartefice principale deli'avvicinamento tedesco-turco.
Rilevo anche un errore di data, dovuto evidentemente ad un lapsus calami z l'assas­sinio di re Alessandro avvenne nell'ottobre e non nel novembre 1934 (p. 159).
Ripeto questi rilievi non tolgono nulla al valore generale dell'opera, condotta con grande: precisione e metodo.
AUGUSTO TORBE