Rassegna storica del Risorgimento
COZZOLINO CREMONA ITALA
anno
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1939
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pagina
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1021
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Vita dell'Istituto
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che ha luminosamente tratteggiato le figure dei Martiri, inquadrandone Putti vita in quel periodo eroico del nostro Risorgimento e riferendo episodi di altissimo significato Btorico e spirituale, 6 stato alla fine lungamente applaudito dal numeroso uditorio.
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PIACENZA. Fin dalla sua costituzione questo Comitato si pose quale obbiettivo immediato da raggiungere la costituzione di un Museo del Risorgimento. E opportuno ricordate che fin dagli anni delle celebrazioni cinquantenarie della formazione del Regno (1909-1911) si era provveduto in Piacenza a raccogliere cimeli del Risorgimento. Iniziatore di quest'opera di raccolta fu il conte Dionigi Barattieri di San Pietro, che personalmente riunì un cospicuo materiale a lui donato per il vagheggiato Musco. Notevole, tra l'altro, una grande fotografia di S. M. Umberto I, con dedica autografa di S. M. la Regina Madre al Museo del Risorgimento di Piacenza. Tale materiale rimase fino al maggio 1937 nel palazzo del conte Barattieri. Solo allora il Presidente del Comitato, presidente anche dell'Opera Pia Alberarli, potè raccogliere in due locali del palazzo di proprietà dell'Opera Pia l cimeli del Fondo Barattieri) (Palazzo Chiappini). In questi locali aveva abitato dal 1853 al 1860 l'aw. Giuseppe Manfredi, che fu il Presidente del Comitato piacentino della Società Nazionale Italiana. Parve conveniente che gli onorandi cimeli fossero, almeno in un primo tempo, raccolti in quei locali che era n divenuti il ritrovo abituale dei patrioti e un centro di irradiazione del movimento insurrezionale.
AI Fondo Barattieri si aggiunse poi altro prezioso materiale, donato da singole persone o ceduto dal Comune di Piacenza. Il 10 giugno 1937, 78 annuale del giorno che vide la definitiva partenza degli austriaci da Piacenza, veniva aperto al pubblico il Museo del Risorgimento, che per altro, dato il ristretto numero degli ambienti e la necessità di non pregiudicare la sistemazione in una sede più decorosa, non venne chiamato ufficialmente così. Alla cerimonia di inaugurazione della sede del nostro Comitato piacentino intervennero tutte le autorità cittadine. Il Presidente del Comitato espose la genesi e le finalità della raccolta e fece procedere alla inaugurazione di una lapide in memoria dei convegni dei patrioti della Società Nazionale.
Frequenti Bono state le visite al piccolo Museo da parte di cittadini e di studenti.
Nell'anno 1938 hi principale manifestazione culturale, cui partecipò il Comitato., fu la celebrazione del 90 annuale della Primogenita (10 maggio 1848). La cerimonia, inquadrata nella Sagra di Piacenza ebbe come oratore il Consultore conte dott. Emilio Nasalli Rocca di Cornegliano. Ad essa fu invitato S. E. Francesco Ercole, Vice Presidente del R. Istituto.
Il Comitato di Piacenza ha regolarmente adunato una volta all'anno i suoi soci. In tali adunanze sono state lette comunicazioni su argomenti di storia del Risorgimento. Conferenze Vengono anche tenute saltuariamente, di solito inquadrate nel ciclo predisposto dall'Istituto Fascista di Cultura. Nel 1938 hanno parlato il Presidente sul teina Risorgimento e Fascismo, i consultori: conte dott. Nasalli Rocca e conuxu Emilio OttolenghL
Nel campo delle pubblicazioni sono da segnalare gli studi degli infaticabili camerati Nasalli Rocca e Ottolcnghi apparsi con quelli di qualche altro studioso sulle Strenne per gli anni XV, XVI e XVII. Si è anche iniziata una collana di piccole monografie di Studi piacentini sul Risorgimento. Di questa collana sono usciti già due fascicoli e due altri stanno per vedere la luce. Di maggiore ampiezza è la pubblicazione dì Emilio OttolenghL, Pagine Piacentine del Risorgimento italiano della quale è stata già data notizia sulla Rassegna.
Il Comitato si propone ora di attendere alla pubblicazione di fonti inedite.
Buona e la situazione finanziaria di questo sezione dell'Istituto, la quale non ha soci morosi. La cifra degli iscritti si aggira sulla sessantina.