Rassegna storica del Risorgimento

COZZOLINO CREMONA ITALA
anno <1939>   pagina <1022>
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1022 Vita dell'Istituto
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ROMA. - Il 1 giugno e. a. il Comitato Romano ha chiuso l'annuale ciclo delle Conferenze all'Accademia di S. Luca, con la rievocazione della Repubblica romana del 1798-99, fatta dal doti. Carmelo Trasselli del R. Archivio di Stato di Roma.
Nella originale esposizione del doti. Trasselli, è apparsa evidente la nefasta influenza francese nella vita romana dalla fine del sec. XVIII e in quella che fu chiamata la Repubblica per ridere. Avvenimenti, persone, stati d'animi durante il turbinoso periodo sono stati brillantemente rievocati nella dotta esposizione, la cui fine è stata salutata da calorosi applausi.
Alla prossima riunione della Consulta Romana verranno scelti, i temi per le conferenze dell'anno prossimo.
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ROVIGO. - Togliamo dal Gazzettino del 6 giugno scorso la seguente interessante notizia circa l'Archivio parrocchiale di Fratta Polesine, dovuta al nostro consocio Alessandro Carlo Bellettato.
Continuamente curvo sulle carte ingiallite del vecchio archivio parrocchiale di Fratta Polesine il buon Giacomo Aitali ni passa le ore del giorno in cerca di notizie e di dati.
La passione di quest'uomo per la storia della sua Fratta è grande e la sua attività che continua da mesi, è encomiabile.
Egli è lieto quando può riesumare qualche documento interessante che fedelmente ricopia e lo mette a disposizione di chi può farne uso.
È un uomo semplice, senza scuole, senza cultura; ma il desiderio di sapere e di esternare è radicato in lui e la gioia più grande e il più bel passatempo sono quelli di passare e ripassare minutamente quei documenti ingialliti che hanno alle volte per lui un fascino subbine.
Giacomo non se ne cura se la gente del suo ceto, e forse non solamente quella, non lo comprende e lo deride: Qualcuno lo comprende e lo incoraggia ed egli si accontenta.
La soddisfazione maggiore, però, è quella che lui dà a se stesso: che lui sa trarre dalle sue ricerche, dalle memorie del passato, dalla conferma autografa e originale dei fatti che in parte già conosce e che ha raccontato le mille volte con precisione incredibile.
Gli archivi hanno veramente, per chi sa interrogarli, un fascino speciale e rivelano sempre anche se noti qualche cosa di nuovo, di interessante, di inatteso.
Uno dei documenti più interessanti, rinvenuti da Altafini, è il testamento di Gio­vanni Maria Bonardo, letterato del Rinascimento, fondatore dell'Accademia dei Pastori Frattegiani, contemporaneo e quasi discepolo della celebre Lucrezia Gonzaga, illustre donna che tanto scrisse, tanto soffrì e tanto fece, e invano, per salvare il marito dallo estremo supplizio essendo prigioniero del marchese di Ferrara.
I! testamento del Bonardo ha condotto all'identificazione del suo ritratto esistente nella chiesetta di S. Francesco di Fratta e di altri ritratti di contemporanei. Si e identi­ficata la sua tomba, finora ignorata. Anzi si ignorava perfino che il Bonardo fosse morto a Fratta.
Altre notizie ha trovato intorno alla Gonzaga, per quanto il mistero intornò aliti sua fine non sia ancora svelato, sebbene sia da escludere che possa essere morta in car­cere, col marito, come qualcuno ha pensato, perchè nelle sue lettore scritte dalla Fratta si duole della morte del marito avvenuta nel castello di Ferrara, mentre per salvarlo aveva implorato il Papa* cardinali, imperatori e principi e il Duca Ercole stesso. Aveva scritto perfino all'imperatore di Costantinopoli chiedendo di espugnare il castello dove era rinchiuso Gian Paolo Manfrone, suo disgraziato marito.