Rassegna storica del Risorgimento
1797 ; FELTRE ; FRANCIA
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1939
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Piero Rasi
del vecchio dazio sul commercio del vino, detto imbottatura fu creato quello sulla importazione del vino forestiero , lire 2 per mastello. *)
Certo non doveva essere facile orientarsi in una tale congerie * di disposizioni, molte volte contradditorie. Ne approfittavano i contribuenti che si rifiutavano di pagare ogni gravezza, come si può vedere dai documenti sovracitati.2)
Le varie Municipalità si tenevano in stretto contatto. 3) Credo interessante riprodurre uno studio del Comitato alle finanze. che ci dà un quadro completo di come funzionasse tutto l'organismo finanziario:
per il quadro della Nazionale Economia di questa Provincia..; quello che costituisce
la nostra Nazionale Finanza sono li dazi, che appartenevano all'ex veneto Governo,
detratti quelli, che caricavano li generi di prima necessità, cioè la carne, ed il Pane
venale, quali per sollievo di popolo furono aboliti; non che gli altri tutti denominati
col titolo [di Dazio Grande, che furono sempre di ragion Patrimoniale di questo
Comune, i quali tutti per la qualità delle circostanze correnti dietro alle corrispondenti
decretazioni della Municipalità vengono amministrati per publico conto. Vi concorre
egualmente il prodotto della vendita dei Sali, de quali sta per cominciarsi lo smercio
per conto Economia. Si è occupato sin dal momento di sua istallazione questo Comitato
*) Arch. Mun., libro 194, f. 11 recto;f. 20 recto; f. 53 verso; . 56 verso; f. 70 oerso; f. 80 recto; 80 verso; f. 82 verso; si nota che il vino forestiero di transito per la provincia non pagherà dazio.
2) Arch. Mun., libro 194, f. 21 recto, interessante caso di rinuncia: Pante, abboc-catore del vino della Pieve di Lamon fa la rinuncia nella Cancelleria de Comun all'abboccamento anche perchè gli osti si rifiutavano di pagare. H Comitato alle finanze, richiesto del parere, si dichiara contrario: libro 194, f. 22 verso: Pretende lo stesso Pante con tali atti (rinuncia) di sottrarsi all'adempimento dei suoj doveri contratti con questo comune in vigor dell'abboccamento 23 Agosto 1795, che aeve terminare a tutto 1803 col quale ha ellevato il dazio dell'Osterie tutte della Pieve di Lamon coi-l'obbligo di pagar in ragion d'anno divise in tre Rate eguali anticipate lire duemila duecento. Siccome infelicemente egli appoggiò la di lui pretesa alla qualità delle circostanze presenti, non che alla decantata ricredenza dei respettivi solventi il dazio dei vino al pagamento dello stesso, cosi esaminato da Noi il contratto di Abboccamento che deve esser hi norma dei respettivi contraenti, non abbiamo in quello ritrovato veruna condizione* che in corso di condotta esimer possa il Pante dall'adempimento di quanto si è egli solennemente obligato al momento del seguito Contratto di modo che non devono in conto alcuno contemplarsi le circostanze presenti (MI), le quali in vista specialmente alla peculiar situazione della Pieve di Lamon influiscono per la diminuzione del prodotto del dazio vino . Neppure vale la difficoltà di riscossione; richieda Parato della pubblica forza ; non si potrà inficiar il contratto date le norme antiche e massime del nuovo istituto democratico Governo tendenti alla presservazione delle proprietà le quali sempre dipendono dalli contratti che devono in conseguena sostenersi in esecuzione. La Municipalità accoglie il parere e rigetta il ricorso del Pante, libro 194, f. 24 recto.
*) Arch. Mun., libro 194, f. 38 recto, 16 Settembre