Rassegna storica del Risorgimento

1837 ; FRANCICA DI PANCALI EMANUELE ; SIRACUSA
anno <1939>   pagina <1064>
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1064 Enrico Maucerì
ambiva quell'incarico per fuggire il periglio che preveniva e subito partiva: ma rima­nendo al mal fare nella giunta Provinciale, un Felice Genovesi, un Conte Amorelli, il Vicario del Vescovo altro fratello di A morelli. Misi retta Giudice del Circondario, diversi impiegati dell'intendenza, due fratelli Camardelli, un Salvadore la Rosa, un Reali, il quale benché non facesse parte agiva presso l'intendente come amico, e io consigliava* al quale erano uni ti un Francipane Vicario Generale, Patronaggi, ed altri, ed altri tutti stranieri, uomini, che alla fine della tragedia ottennero alti posti in compenso dei loro servizi, e tradimenti.
Sempre diretti dal fine di aizzare il pòpolo moveano Vaccaro a fornire uno spe­dale a sessanta letti per li cholerici, e trenta per li convalescenti, e con inconside­ratezza si sceglie una casa nel centro quasi della città in un quartiere popoloso, tra strétti vicoli, abitato da minuta gente di proprietà della famiglia Montallo. Pancali per il sito della casa scelta si opponea, per il da fare amava maggiore riserbatezza, ma non .era nette site facoltà tanto impedire. Questi preparativi ombrarono più l'animo sospettoso della plebe; cligevansi medici, e farmacisti per lo spedale, che Boapettavansi sempre sinistri.
7. Intanto ghingeano da Palermo luttuose lettere di strage e di morte.
Francipane di quel paese parlando ovunque di mali, dicea essere quella capitale ima spelonca di morte, uno spaventevole cimiterio, mancare le campagne ai vivi, le tombe ai morti, fare di questi cataste, e bruciarsi nelle campagne; inferire il male, mieterne a migliaia, distrudere intere famiglie, abbarrarsi le case senza padroni, ed1 eredi; e qui novelle d'attossicatori negli erbagi, nei viveri, nelle farine, nelle paste,: nelle acque, essersene avveduto il popolo, avere massacrato più d'uno in atto del delitto; esserne i forestieri fuggiti, chiusi i collegi, abbarrate le botteghe; in breve questi successi si rapportavano ai Siracusani, e correano per tutta la città, e si aggiun-gea che in breve simili scene dover aprirsi in quel popolo.
Maligni scartabelli, opera dei nemici di quel paese, si trovavano affissi nelle pareti della città contro i medici, contro sospette autorità, contro Vaccaro, dai suoi anùci stessi propalati. La Polizia, per mezzo dei suoi satelliti} spargea nella bassa gente, che appena dimostravano un segno di malore erano a viva forza strascinati allo spedale, e là aver fine. Il Patrizio ne facea rumore presso l'Intendente, questi dava delle providenze, venivano quei tali arrestati nel Commissariato, ma quel capo, essendo l'autore, e fomite principale, dopo pochi giorni mettea in libertà li rei, ixé altra volta seguivano il loro mestiere; quindi la Polizia vedea- sentina, ne riparava, perchè n'era la motrice di tanto fermento e di tali disturbi.
Giunge la nuova essere l'isola di Malta minacciata dal cholera, ecco rinascenti timori; proseguiva il cordone a malincuore, ognuno ondava, benché parca inevitabile il male. Da Pancali si riparava al disordine, meglio erano messe le baracche, tolte quelle di aria malsana, supplitovi un cordone di banche, si mebtcano tutti gli espe­dienti per acquietare il popolo, ma li superiori maggiori a tutto fraponeano ostacoli.
R, - Creaceanc ognora più i timori, le inquietudini. Vaccaro più timoroso del nh olerà del popolo stesso ogni Imma e senso di ragiono pardm gridava presto allestirsi Io spedale ai 20: essere pronto il tutto; cresceano le fatiche dei fabri, ch'essi stessi molediceano le loro fatiche; accorrea la plebe colà, sentivo, vedea portantine per gli infermi, carretto per i morti, cassettoni di commercio, costruzione di tine per i bagni, disotterramento di antichi sepolcri, costruzione di strade da ruota per impiegare la