Rassegna storica del Risorgimento

1837 ; FRANCICA DI PANCALI EMANUELE ; SIRACUSA
anno <1939>   pagina <1067>
immagine non disponibile

Memorie dei moli del 1837 in Siracusa 1067
con sue eloquenti esortazioni, facca additare dagl'infermi stessi li medici ai qua! avessero fiducia1, e dóve prendere li medicali, folte si ipresoriveanoj tutto a spese del Patrizio. Così si lasciarono curare, e sorbiva io stesso Patrizio prima li medicali per assicurarli, e ne pari iva tra le benedizioni e le.sincere laudi di cuore meritevoli più di compassione che di biasimo; e qui fra tanti giova manifestare un avvenimento! quanto strano, altrettanto pietoso, che mostra dove, l'illusione arriva. Il Panculi, girando intorno le vie più remote, vede sul limitare di una porta una povera donna scanagliala piangere, torcersi le mani, raccosta, le domanda cosa la rattristasse: nella risposta fa forza di fingere tranquillità e brio, ed atteggiare Je labbra al riso. Nò, rispon­dete, dicea il Patrizio, ditemi che vi avvenne, sono un vostro simile, voi mi conoscete, non sono un nemico dei poveri, sono un vostro fratello, confidatevi, parlate. A questi accenti, quell'infelice ripiglia il pianto, apre la porta, sii addita una figlia inferma nel letto, straziata dai dolori. Allora Pancali fa ogni sforzo per animare quell'infelice creatura, e a confortare hi madre, provvede ai medici ed alle medicine, ristora quella famiglia desolata, e l'assicura di non temer delle minacce d'uomini che tradirono il vero, ricorrere a lui, e vivere tranquilli; e benedetto da tutti partiva. Ovviava così ai grandi mali in cui lasciavasi cadere la plebe disavventurata, distorna vasi l'idea dello spedale, così terribile dipinto dagli agitatori della Polizia. A folla il popolo correa alla casa del padre degli infelici (così chiamava la la miserabile gente). Egli accorrea, seco portando quel medico che non era da loro abbonato, e non potendosi trovare in Ogni punto, mandava i medici a suo nome, a quel nome l'infermi li riceveano, ed accettavano li farmaci, che signati dalli stessi e diretti a farmacisti designati dal Patrizio col piacere dei poveri infermi, si rilasciavano gratis, ed indi da lui si pagava il costo. E qui bisogna sapere, che il Pancali, vedendo Io stato infelice della plebe impossibilitata a pagare li medicali, e la neve, che si credeva utile a quel morbo, ne interessava l'Intendente per autorizzarlo al pagamento, avendo all'uopo designato quattro farmacisti situali in diversi punti della città a ciò somministrassero li medicali necessari sulla prescrizione dei medici eletti, trovando l'infermi miserabili. Questo, rapporto, come si attendea il Patrizio, sorprese quell'autorità, e perciò, pria di risolvere, volle intendere il Patrizio, mentre l'Intendente non ignorava che quel Comune di suo ordine uvea erogalo onze trecentocinquantatrè per farmaci fatti venire da Genova, e quindi sembrava superfluo gravarlo di quest'altro peso. A ciò rispondea Pancali che quella spesa di diverse, medicine non manipolate, per rendersi utile all'oggetto bisognava attendersi il ritorno di quei clinici, che per ordine del Governo si erano inviati in Catania per apprendere il modo di unirli e renderli utili, e che intanto non potea essere spettatore indifferente a tanta tristizia e flagello dell'umanità, e concbindea, che non potendo per il momento far uso di quei medicali acquistati, se il signor Intendente non volea autorizzarlo alla spesa, era egli pronto di sod­disfare tutto con suo denaro come avea supplito a tant'altri bisogni delli poveri infermi privi di tutto. Quel risoluto dire del Patrizio fece cedere Vaccaro, il quale altronde era persuaso dell'urgenza, e quindi passò con suo ufficio ad autorizzarlo alla spesa.
Oh! se sempre quel magistrato superiore avesse dato ascolto al suo cuore e non fosse stato troppo attaccato ad ordini superiori, che da lontano imperavano, e spinto da pravi impiegati e cattivi, che lo circondavano, e che tardi conobbe, quante vìttime si sarebbero preservate dalla morte, di quante benedizioni avrebbe echeggiato il cielo, invece, in breve udissi il feroce grido dell'ira, e la bestemmia dei cuori aflcrociti, che lo fecero perderei